Beta Readers

Buongiorno a tutti,

oggi lasciamo da parte le recensioni per parlarvi di un altro nostro progetto: abbiamo creato su Facebook un gruppo: Beta Readers Italia, perché con l’esperienza che abbiamo maturato in questi mesi, ci siamo rese conto di quanto questa figura sia fondamentale.

Ovviamente non si sostituisce all’editor, che arriva dopo, ma permette all’aspirante scrittore di presentare un lavoro più pulito di come lo presenterebbe senza letture esterne. Farsi leggere da una persona estranea, che non ci conosce, dà la possibilità di ricevere critiche e consigli che altrimenti chi ci vuole bene difficilmente ci darebbe. È un occhio obiettivo, capace (si spera) di notare i refusi, gli errori, le contraddizioni, le ripetizioni, le incongruenze e altri aspetti che chi ha scritto non vede, ma che risulteranno senza dubbio evidenti a chi vorremmo che ci leggesse in casa editrice.

Ecco a che cosa servono i beta readers: a ripulire e sistemare il proprio romanzo/scritto, prima di proporlo ad agenzie letterarie o case editrici. Questo aumenta la possibilità di essere considerati (ma non vi dà la certezza!), perché se è vero che la storia è importante, lo è altrettanto il come.

Vogliamo raccontarvi alcune delle loro esperienze.

Oggi vi proponiamo il punto di vista dell’autore e della beta.

Enzo Casamento, che ha auto pubblicato Acuba.

“Mi fa piacere condividere la mia esperienza come scrittore che si è avvalso di beta reader in questo sito.
Avere dei beta reader è estremamente vantaggioso, e francamente lo consiglio a tutti coloro che scrivono; il loro aiuto è molto prezioso.
Per il mio romanzo “Acuba” ho avuto la fortuna di incontrare la disponibilità di tre reader.
Renata ha rivisto in tempi brevi la mia opera, individuando errori e refusi e fornendomi preziosi consigli su tutto. La ringrazio moltissimo pubblicamente.
Gli altri due reader devono ancora farmi avere le loro osservazioni, che aspetto pazientemente (e speranzoso) perché capisco che può volerci tempo.
Invito tutti gli scrittori ad avvalersi di questa importante opportunità e di pubblicizzarla tra i colleghi, sperando sempre che ci siano reader ben disposti a leggere e commentare le opere.
Enzo  

Renata, Beta Reader

“Per ora la mia esperienza si è fermata al libro di Enzo Casamento Acuba, a un racconto e, nell’ultimo periodo, a tre romanzi già pubblicati di un’autrice che aveva solo bisogno di una “cacciatrice di refusi”, in modo che i cartacei che vuole far uscire siano perfetti. In effetti io non credo di potermi definire Beta, sono più che altro un’amante della lingua italiana e vado molto “a orecchio”. Non so se sarei davvero in grado di essere una vera Beta, ma come bassa manovalanza penso di avere un dono. I refusi e i tempi verbali dubbi con me non hanno scampo. (Enzo ne è testimone 😂) In ogni caso è una cosa molto stimolante e in effetti lo faccio sempre qualsiasi cosa legga; il mio Kindle è pieno di note di strafalcioni trovati nei libri che leggo. Sono arrivata a trovare più di 100 refusi e/o errori in un romanzo di una scrittrice che ha fatto molto successo nel romance (anzi di due) e mi sono chiesta cosa ci stiano a fare i loro editor. Sono consapevole che lo scrittore non possa accorgersi di certi errori perché probabilmente a un certo punto, a forza di rileggere ciò che ha scritto, il cervello sorvola automaticamente. Succede anche a me a volte: mi segno una frase che non mi suona e poi, quando vado a riprenderla per evidenziarla sul file word, mi sembra che vada invece bene.. Mi sto rendendo conto (leggendo molti self) che forse ci vorrebbe un po’ più di umiltà da parte degli autori: come diceva Totò (se non sbaglio): “nessuno nasce imparato”! Che si affidino di più a persone esterne, possibilmente non amiche che magari si sentirebbero in imbarazzo a segnalare errori. Sono perfettamente consapevole dei miei limiti: non ho velleità di scrittrice perché mi manca la fantasia, ma leggo da 50 anni e credo che in questo campo sia un bel curriculum. Rabbrividisco al pensiero che le ragazzine che leggono certi romanzi imparino l’italiano che trovano li, oppure con quello che si sente in TV: gente laureata che non sa dove stia di casa il congiuntivo. Non vorrei passare per “superba” perché assolutamente non lo sono, ma se qualcuno volesse mettermi alla prova sarei disponibile (compatibilmente con gli impegni di lavoro). Un saluto e una buona giornata a tutti.”

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