Cifre della Trascendenza, di Karl Jaspers a cura di Federico Ferraguto (Fazi Editore)

cifre della trascendenza
cifre della trascendenza

Cifre della Trascendenza

«Non farti immagini, né simboli».

Il saggio curato da Federico Ferraguto riprende e disamina criticamente le lezioni che il filosofo Jaspers ha tenuto durante un corso universitario nel 1961. Il titolo fa già riferimento a due ambiti complementari fra loro, quali la matematica e la filosofia.

I limiti di questo tipo, tuttavia, sono tali da spingere la scienza sempre oltre se stessa, all’infinito. Il secondo limite è diverso. Consiste precisamente nel fatto che le scienze stesse nella loro totalità sono limitate. Ciò può essere spiegato così: ogni conoscere resta sempre nel mondo, ma non raggiunge mai il mondo.

Secondo Jasper non si può prescindere dall’assunto kantiano che il mondo è un’idea e in quanto tale, ogni pensiero umano non può che essere limitato.

“ogni conoscere resta sempre nel
mondo, ma non raggiunge mai il mondo.”

La conoscenza, dunque, poiché umana, è finita così come il sapere scientifico che di volta in volta supera i propri limiti grazie al pensiero razionale. Cifre della trascendenza è il limite che l’uomo supera con la ragione per avvicinarsi all’idea di mondo. Jaspers tenta di trovare il punto di incontro fra il limite del pensiero e il trascendentale, che è astratto, intangibile ma che attraverso la parole in qualche misura si realizza, diventa un “qualcosa” di reale.

“Chi invece non si accontenta, chi avverte il limite, in quello stesso momento sente che non è tutto a posto e si rivolta contro il meccanismo dell’universale.”

Nelle sue lezioni Jaspers affronta anche il tema della divinità come tentativo dell’uomo di avvicinarsi e comprendere la trascendenza. A questo proposito Jasper riprende nuovamente Kant per spiegare che non si devono creare simboli o immagini di Dio perché, rendendolo reale, lo si allontana dalla sua intrinseca trascendenza.

“Può essere che un Dio onnipotente, buono e giusto abbia creato questo mondo, fatto proprio così? Egli ha permesso che in questo mondo nascesse il male
morale? La teodicea risponde a queste domande. Ma questa ribellione è possibile anche nel caso che non sia rilevante un Dio personale.”

La questione più complessa, una volta stabilito cosa sia la trascendenza, diventa trovare un linguaggio comprensibile per esprimerla. Ecco che arriva in soccorso il linguaggio matematico, universalmente riconosciuto e indispensabile per tradurre l’idea immateriale in qualcosa di comprensibile

“Possiamo anche dire che l’uomo diviene ciò che vede come Dio nelle cifre. La lotta dell’uomo per se stesso coincide con la sua lotta per Dio.”

Jasper prende a esempio non soltanto filosofi come Kant, Hegel, Nietzsche e Kierke-
gaard, ma anche scrittori come Calvino e Dostoevskij,

“Una seconda reazione è quella di Calvino, che si serve certamente del vecchio pensiero, ma non lo conduce con la spietata conseguenza nella sua dottrina della predestinazione: ciò che io sono ed esperisco è solo attraverso Dio e mediante la
grazia di Dio. Io non posso fare assolutamente niente.”

La Cifra è dunque il punto di mediazione, l’incontro fra trascendenza e l’esistenza, il pensiero limitato dell’uomo. Ogni cosa è cifra e come tale può essere conosciuta e interpretata.

Il saggio, scritto in maniera comprensibile e coinvolgente trasmette la piacevole sensazione di trovarsi fra i banchi dell’università di Heidelberg accompagnati dalle parole di Jaspers in questo meraviglioso viaggio nel pensiero filosofico…

 

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