Come Jennifer Lopez, ma al contrario di Giovanni Fossati

Come Jennifer Lopez, ma al contrario di Giovanni Fossati

Trama (dall’autore):

Michele ha 25 anni, vive a Milano e di professione fa il divorce planner, con un nutrito ed efficiente staff di avvocati, consulenti finanziari, psicologi, investigatori, personal trainer e personal shopper, occupandosi dalla pura consulenza legale, alla gestione patrimoniale, al re-inserimento nel contesto sociale, curando il look dei neo-divorziati, fino ad organizzare feste per celebrare la fine di un infelice matrimonio. Gira per Milano in una Porche 911, abita in un enorme loft, veste in modo costoso e trascorre il suo tempo libero tra aperitivi, feste. Sentimentalmente anaffettivo, seduce e si fa sedurre. La sua vita cambia quando due donne irrompono improvvisamente. Melania che lo coinvolge in una serata durante la quale Michele trasgredisce l’unica regola morale che si è imposto: mai con una cliente. Lizzie è una studentessa americana con cui ha una relazione e che rimane sconvolta quando Melania rivela di essere rimasta in cinta. La vita di Michele viene ribaltata, ora deve condividere qualcosa di importante con una semisconosciuta e correre il rischio di perdere Lizzie. Dopo una serie di peripezie, scopre la truffa di Melanie, ma oramai è troppo tardi per riavere Lizzie.

 Recensione.
Il taglio ironico di questo romanzo, contemporaneo e svelto, spesso tagliente e frizzante, coglie appieno lo spirito della generazione perduta dei nostri giorni fra aperitivi, auto di lusso, e un numero sempre crescente di divorzi. Lo stile asciutto della scrittura di Giovanni Fossati travolge e all’inizio disorienta per quanto scorre veloce al tempo di un flusso ininterrotto di pensieri e riflessioni. Da subito ci immergiamo con Michele nella sua vita frenetica di giovane rampante e di successo: lui sfrutta l’onda del momento, non aiuta le coppie a separarsi, ma va oltre: le soccorre quando la guerra finisce e recupera le anime stravolte, aiutandole a riprendersi dopo il divorzio, a rimettersi in corsa in una Milano sempre di corsa in cui chi si ferma è perduto. Onestamente non sapevo esistesse questa figura e mi sono informata: oggi è possibile frequentare corsi per “pianificatore di divorzi”, certificarsi e abilitarsi alla professione. Dunque il tema è più attuale di quanto si immagini.
La narrazione procede a ritmo serrato, alternando la quotidianità di Michele alle sue riflessioni, ai rimpianti per le scelte che lo hanno allontanato da quel che era:
“Mi mancano tante cose. Mi manca non aver saputo provare a rendere felice l’unica donna che reputo importante. Mi manca non aver saputo essere il fratello che Benedetta avrebbe meritato, dopo quello che le è successo. Ho sempre cercato di ricacciare nel mio io più profondo il senso di colpa per quel maledetto incidente. “
Ci sono anche scene di sesso, come nella migliore tradizione di cinquanta sfumature, ma mai volgari.
Poi d’un tratto, il protagonista si trova ad affrontare in prima persona quei tormenti d’amore che di solito viene pagato per risolvere…
Una lettura piacevole, che invita a riflettere.
Segue una citazione che mi ha colpito,
Estratto:
“Milano ha i suoi simboli, che la distinguono dalle altre città. La madonnina, i piccioni in piazza Duomo, la cocaina nelle acque del naviglio, ma è il rumore delle sirene delle ambulanze che ogni volta che torno in città mi accoglie puntuale. Mentre lavoro ho perennemente quel rumore nelle orecchie, lo sento avvicinarsi, crescere, per poi scemare velocemente. Una via l’altra. Sembra che l’intera città stia male, che ognuno abbia un dolore improvviso che necessiti una cura immediata. Ma ci sono dolori per cui non servono né sirene, né ambulanze, né corse mozzafiato al più vicino pronto soccorso. Ci sono dolori che si insinuano nel profondo, scavano, scavano e mettono radici. Condizionano l’esistenza, rendono il sorriso difficile e raro. La vita a volte sa essere crudele, spietata. Ti punisce proprio quando stai per rialzarti da una caduta quasi mortale. Ti ributta giù, malvagia, perfida, sfidando la tua resistenza ormai allo stremo. Cerca di cambiarti, ti scuote ed esige reazioni.”
Anita

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