Dammi tutto il tuo male – di Matteo Ferrario

Dammi tutto il tuo male

di Matteo Ferrario

Harper Collins

Dal sito dell’editore

Recensione

Dopo tre settimane in cui non ho letto quasi niente (in vacanza totale, ho bellissimi libri in attesa, ma non avevo voglia di impegnare la testa) ho iniziato Dammi tutto il tuo male di Matteo Ferrario e la voglia di leggere è tornata prepotente.

Sì, a volte ci vuole un bel libro per riprendersi, e questo lo è.

Come sa chi ci segue, faccio fatica a definire il genere di un libro. Qui abbiamo un giallo, dove si sa da subito l’assassino, ma non la vittima. Che scopriamo solo verso la fine.

È anche una storia d’amore, familiare, di formazione. Un romanzo complesso, eppure semplice. L’amore di un padre per la propria figlia, la difficoltà di due persone che si amano, ma con passati e caratteri molto diversi, di stare insieme. Le difficoltà di un padre single. La crisi, le ambizioni dei genitori riversate sui figli, la malattia. Ferrario gestisce bene tutto, con semplicità, delicatezza e rispetto.

Quello che i bambini non comprendono appieno se non quando è troppo tardi, mi dissi, seduto all’ombra sulla gradinata deserta insieme a Viola, è l’infelicità degli adulti, tutta l’oscurità che si portano dentro.

Inizi il libro e sai già che il protagonista è un assassino, lo dice lui stesso, nelle primissime righe:

Sono un padre e un assassino, e dopo tanti anni non ho ancora capito se devo essere grato a Barbara oppure odiarla, perché senza di lei non mi sarei scoperto capace di nessuna delle due cose.

Poi prosegui e capisci che l’autore non vuole rivelarti la vittima, che gioca a darti le tessere del puzzle una alla volta, e tu cerchi di anticipare, di capire le mosse. E ti godi il libro, la storia di un padre single, assassino, che cerca di proteggere la figlia da tutti, anche da se stesso. Un uomo che ama ancora la compagna che lo ha abbandonato e che fa di tutto perché la figlia non dimentichi la propria madre. Una donna con cui ha vissuto una storia travolgente, l’unica donna che abbia mai amato veramente, anche se all’inizio non era così, era solo bisogno l’uno dell’altra:

«Se cambi idea sui tatuaggi e decidi di fartene uno» sorrise. Ma doveva sapere che non sarebbe successo. E, con tutta probabilità, immaginava pure che l’avrei chiamata sul numero di cellulare riportato sotto a quello del negozio. Magari dopo tre o quattro giorni, per non sembrare disperato ma neanche troppo tiepido.

Non perché ci piacessimo già così tanto, ma perché avevamo bisogno l’uno dell’altra, e certe cose si avver- tono prima di tutto il resto, amore compreso.

La donna con cui avrebbe voluto invecchiare:

nella cura con cui un ultraot- tantenne malfermo sulle gambe, con gli occhi strizzati in un evidente sforzo di precisione della vista, si mise a stro nare quel piccolo rettangolo umido appena sotto l’attaccatura dei capelli della sua sposa malata, tenendoglieli scostati con l’altra mano come aveva fatto lei poco prima, vidi quello che avevo sempre inteso per amore.

[…]

La perfezione del momento che stavo vivendo non sarebbe durata, ma saremmo potuti invecchiare insieme. Era la cosa migliore che potesse capitarmi, e la volevo più di ogni altra.

Dammi tutto il tuo male è un libro potente, dai mille risvolti. Se lo dovessi riassumere in una frase direi che è la storia di un uomo che, pur di “salvare” la donna amata, decide di farsi carico di tutto il suo dolore. O almeno è quello che tenta di fare.

Daniela

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