Dario Pontuale – intervista

Intervista a Dario Pontuale, che ha curato “Le notti sull’isola” (qui la nostra recensione)

Cosa ti piace di più della scrittura di Stevenson?
Stevenson, anzi come lo avrebbe chiamato Calvino, “l’aeroplano Stevenson”, ha il merito e la grande capacità di volare sulle cose e saperle riportare con grande talento. Con poche righe, con veloci brani sa fotografare un mondo intero, un mondo geografico e simbolico, un mondo pieno di mistero, ma soprattutto di avventura.

Cosa consigli di leggere o ri-leggere su Stevenson?
Romanzi: sicuramente, oltre “L’isola del tesoro” che DEVE esser letto, consiglio “La freccia nera”, “Il signore di Ballantrae”, “La cassa sbagliata”, un racconto che non deve sfuggire è “Il padiglione sulle dune”, “Olalla”. I saggi invece, uno su tutti: “A Gossip on Romance”, la base.

Perché hai scelto di curare Le notti sull’Isola?

Ho scelto “Le Notti sull’isola” perché sono tre racconti nei quali il senso del mistero, ma soprattutto la magia, le maledizioni, l’oscuro, il malefico insomma, disegnano trame ricche di colpi di scena, zeppe di emozioni e descrizioni che sfiorano altissime vette letterarie, virtuosismo artistici degni di nota. Tre racconti che possono essere un perfetto esempio dello stile Stevensoniano.

Cosa vorresti che ti domandassimo?
Perché riproporre i Classici? Perché vi dedico il mio impegno critico?
I classici sono quei libri che non hanno mai finito di dire, ciò che hanno da dire. La frase, geniale come al solito, è ancora di Calvino, ma io la sposo in toto e la replico. In un mondo editoriale dove certi libri hanno scadenze più brevi di un vasetto di yogurt, sapere che esistono dei Classici e degli autori (a lunghissima conservazione) aiuta nel continuare buone letture, aiuta nel continuare a sperare.

Se volete saperne di più su Dario Pontuale, questo è il suo sito:

www.stradariopontuale.com

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