Dell’Umano Amore di Angela Colomba Caso

Dell'umano amore

Dell’umano amore

 

 

Sinossi dal sito dell’editore:

Una ragazza in cerca dell’amore e un uomo stanco. Stanco del mondo e della gente, innamorato solo della “terra”. In una campagna fertile ma sempre ancestrale, una giovane donna sogna il benessere e gli oggetti che le cambierebbero la vita. E lotta per averli, fronteggia il caporale senza scrupoli, che sfrutta lei e gli altri, per scoprire che nulla è come sembra. Sarà una bambina venuta da lontano a chiudere il cerchio degli affetti. Perché forse quello che conta davvero non è essere salvati ma salvare. Forse dell’umano amore resta solo questo.

 

Recensione:

L’amore umano di cui ci parla questa talentuosa autrice è rivolto alla sua Terra. Una terra difficile, una terra ferita, raccontata in modo asciutto, con dialoghi netti, una comunicazione primitiva che ricongiunge con lo spirito dei luoghi. Il romanzo affronta anche il tema del disagio, delle scelte, delle domande di Iolanda che avrebbe potuto avere di meglio dalla vita che alzarsi al mattino quando ancora fuori è buio, lavarsi con acqua gelata e coprirsi di strati e strati di vestiti per non morire di freddo nelle notti dentro l’umido casale.

“Infilò un maglione pesante e dei pantaloni di lana sopra il pigiama. Certe giornate d’inverno quella era l’unica debolezza che si concedeva, perché non riusciva a staccarsi dal tepore del letto appena lasciato per indossare i vestiti freddi nell’alba livida. E in casa sua tutte le mattine erano fredde. Anche quelle d’estate. E quelle di agosto.”

“Io ho rinunciato a tutto per lui. A una vita in società, ai divertimenti della gioventù che qui sembrano

totalmente sconosciuti..”
E sempre Iolanda, soffre, si trattiene, poi si dispera sconfortata:
Iolanda aveva la voce incrinata dal pianto. Nulla.. Non volevo lamentarmi prima.. io faccio del mio
meglio per stare qui dentro.. Ma c’è sempre qualcosa.. Qualcosa di cui avere paura, qualcosa da
affrontare.. In ogni stagione, ogni mese.. Ora la pioggia, il fango, la paura che invada la strada, che
possa entrare fin dentro casa non mi fa dormire.”
Iolanda, Caterina, Chiara, la storia ruota attorno agli uomini e alla terra, ma soprattutto ai sentimenti delle donne:

Mi manca il tepore dolce in inverno, i bagni caldi, bollenti che ti scaldano il cuore e l’acqua che non

diventa subito fredda.. Mi manca il fresco d’estate.. Il fresco vero.. reale come l’acqua fredda, tenuta in
ghiacciaia.. che bastava spuzzarmene un po’ sul viso per ritemprarmi il corpo e la mente.. e.. i cubetti di
ghiaccio triturati con lo zucchero e il limone che ne bevevo fino a farmi scoppiare il cuore..
Ma veramente spegnevano la sete, l’arsura, il calore in gola.. Qui d’inverno l’acqua è gelata e ho freddo
al cuore e d’estate bevo l’acqua tiepida del rubinetto.. e ho sete sempre.. Sempre..”

E poi c’è Chiara. Per lei attorno è tutto silenzio:

“Nel linguaggio dei segni non bastavano tante parole come nella lingua parlata e neppure tanti gesti.

L’espressione del volto serviva già ad esprimere i propri sentimenti.”
 E’ una vita fatta di cose semplici: c’è un cinematografo che trasmette da mesi sempre lo stesso film, e forse chiuderà, c’è lo spuntino di mezza mattina con la costoletta fritta, c’è il tramonto dai colori che confortano. E ci sono i dolori che la terra tace e protegge, dove si seppelliscono i bambini nati morti e quelli che non riuscirebbero a sopravvivere. E si seppelliscono sotto il grande melo, dove scorre lieve il ruscello.

Dell’umano amore si legge facilmente. E’ scritto in modo lineare, con uno stile chiaro ed è breve. Tratta delle vite degli uomini e delle donne che gravitano attorno alla Terra e alle sue stagioni, alle coltivazioni e alle raccolte. E all’umano amore:

L’uomo sistemò l’ultimo rettangolo di terra per la semina e si avviò trascinandosi dietro la vanga.
Il terreno sotto i colpi sapienti dell’uomo era diventato una coltre morbida e spessa, ora broccoli e
verze, insalate e fagioli sarebbero stati accolti bene e sarebbero proliferati sani e vigorosi, pensò.”

Una nota originale sono i dialoghi, inseriti nel testo senza interruzioni o punteggiatura. Una scelta coraggiosa che crea un flusso nella lettura e non ne limita la scorrevolezza.

 

Anita.

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