“Esemplare Uno” Veronica Balocco (Bookabook)

Esemplare Uno
Esemplare Uno
Esemplare Uno, il secondo romanzo di Veronica Balocco, mi ha molto colpita per originalità e stile.

Il titolo e la copertina si riferiscono a uno dei protagonisti, un salmone, che nasce e cresce nelle gelide acque di un fiume del nord Europa. La sua storia si alterna a quella di un umano assai originale, Olav Bleiki che ha manie e rituali imprescindibili: deve ripeterli accuratamente se vuole riuscire nella sua impresa.

"Olav Bleiki era il ritratto della sfortuna. Se qualcosa avesse potuto funzionare nei suoi giorni, certamente la sorte avrebbe fatto in modo che non andasse così. Era una logica che valeva per tutto, il lavoro, l'amore, la pesca."
Olav Bleiki

Olav Bleiki, 55 anni,  è diventato lo zimbello del suo paese da quando si è fissato che deve pescare il pesce più grande di tutti i tempi. Soprattutto perché non pesca più niente da tempo immemorabile. Eppure non si arrende, la stagione della pesca è aperta e ogni giorno ripete il rito quotidiano di preparazione e lunga attesa.

Averlo tra le mani, ucciderlo con un colpo secco e goduto sul guscio del cranio. Guardarlo riversare sangue dalla bocca e osservarlo contorcersi. Sino al sussulto finale. Ecco quel che Olav Bleiki voleva."

La cattiveria delle sue intenzioni sembra mitigata dal non detto. Il riscatto che Olav Bleiki cerca spasmodicamente deve affondare le radici in qualche evento della sua vita, non un primordiali bisogno di perpetrare la morte o di cercare nutrimento, perché non gli manca. Nulla cambia anche quando fa ingresso nella sua vita una donna senza nome, lunga e rossa è tutto ciò che l’autrice ci racconta, e lo accompagna per qualche tempo nell’impresa.

“La donna lunga e rossa mise in una cesta polpette di carne, marmellata di mirtilli rossi, patate bollite e una bottiglia di acquavite. Non sapeva bene cosa aspettarsi da quella gita al fiume. E così, sotto la giacca spessa e il maglione fatto a mano – non da lei, s’intende -, si infilò anche il costume da bagno.”

La pazienza è la dote imprescindibile per ogni bravo pescatore, Olav Bleiki lo sa. Per questa ragione, forse, rimane imperturbabile davanti ai cambiamenti del suo percorso. Ramenta la grande lotta fra l’uomo e la natura, un combattimento impari dal punto di vista della forza e delle opportunità.

Un po’ come Achab contro il capodoglio, Olav si ostina a superare il suo limite in una battaglia contro il pesce in rappresentanza dell’universo e dell’altro da sé. L’importante, pensa lui, è che gli stivali verdi rimangano allineati a 55 centimetri dalla porta di ingresso.

"Il rito imponeva di stare a cinquantacinque centimetri dalla porta d'ingresso, con il lato sinistro dello stivale sinistro posato sul segno a terra. "
Peter.

Qualcuno lo osserva dai cespugli lungo il fiume, però, e lui non lo sa. Il ragazzo, Peter, che è anche un figlio, nutre compassione per il povero pescatore sfortunato che mai si arrende. E come in un tiro propizio alla slot machine, il destino lo lascia osservare fino a quando il momento di entrare in scena è quello giusto.

"Peter aveva atteso i termini di legge. Non avrebbe mai srotolato la lenza senza poterlo fare. Il curioso pescatore non era stato altrettanto diligente, ma alla fine la sorte aveva espresso il suo giudizio. Peter non aveva ricevuto gli insegnamenti di una mamma che gli spiegasse cosa fosse giusto fare, ma sapeva che le cose funzionavano così"

Tutto nella narrazione si incastra perfettamente e il tempo olea gli ingranaggi della storia calibrata sull’attesa e le speranze. Quando è il momento di rinunciare? Fin dove la perseveranza può spingersi senza scardinare regole e certezze? Quali cambiamenti produce la nostra volontà sulla nostra esistenza e quanto incide il destino. Se per sbaglio, ad esempio, gli stivali un giorno non sono esattamente al loro posto?

"Olav Bleiki non era soggetto così sottile da rendersene conto, ma i cinquantacinque centimetri divennero cinquantaquattro virgola sei. Quattro millimetri di scarto alla regola. Uno spazio infinitesimo, ma sufficiente ad aprire un immenso varco nella sua tranquillità. Solo che lui, beato, non sapeva."
Esemplare uno

Esemplare uno è il grande protagonista di questa storia surreale. Nasce e cresce nel fiume, va in cerca del mare ma il ciclo vitale si deve ripetere e lo attende una nuova famiglia e l’incontro col suo destino. Il racconto di Esemplare Uno è molto delicato e lieve. Di lui conosciamo i pensieri, l’animo con cui affronta le avversità, scopriamo quanto può essere complicato vivere da pesce.

Il ciclo della vita è ripetitivo, si nasce, ci si nutre, ci si riproduce e si muore. Se bastasse questo per descrivere la perfezione della natura si rinuncerebbe alla profondità dell’esistenza. Si percepisce una tenerezza dell’autrice verso la sua creatura (cui fa da contraltare la durezza verso Olav Bleiki) che la porta a descriverne delicatamente le vicende.

Esemplare Uno si inebriò del dolce profumo di quella corrente e rivide ogni cosa. Laggiù, vicino al buio della buca profonda, la sua mamma vagava serena a pochi centimetri dalla sabbia, bella come l'essere perfetto che era. Lo aveva abbandonato presto, è vero, ma solo per il suo bene. Restava comunque bella e dolce come la luce del sole.

C’è molto studio dietro le ottanta pagine di questa storia, dettagli sulla pesca e sulla vita nei fiumi, dei pesci e dei pescatori. Le descrizioni accurate sugli attrezzi da pesca, le canne e le esche, sui movimenti del recupero del pesce, della resistenza della lenza, del dolore agli avambracci… non sono casuali.

"A noi due, si disse, ma sentiva che era un successo scontato. In fondo aveva una mano formidabile, solo lui sapeva come un verme andava guidato sul fondale. Farlo saltellare. Ecco la sola tecnica che funzionava. Dopo lo strattone iniziale Olav Bleiki girò con foga il mulinello, poi fece dondolare la canna verso destra, a ripetizione, avvicinando sempre più la preda. Per essere un salmone non doveva essere un granché. Olav Bleiki non avvertì il brucire agli avambracci tipico delle dure lotte con i pesci. "

Le esistenze di Esemplare Uno e di Olav Bleiki scorrono parallele. C’è l’amore, per entrambi, ma l’amore non è tutto uguale e ciascuno ha la femmina che si merita. Ci sono la solitudine e la riflessione, la sconfitta e la rinascita, in due vite destinate a incontrarsi. A sfiorarsi.

Questo almeno è la sensazione per tutto il romanzo, non è detto che le cose vadano come ci si aspetta, come negli anelli di fumo. Alcuni cerchi si chiudono, altri si incastrano, altri ancora sfumano senza lasciare traccia…

 

Vorrei spendere ancora qualche parola per la casa editrice Book A Book, che ha pubblicato il romanzo.

Questo è il primo libro che leggo di questi editori, Emanuela e Tomaso, e sono rimasta piacevolmente colpita. Bookabook seleziona i manoscritti e apre le campagne di crowdfunding. Al raggiungimento dell’obiettivo il romanzo viene editato e distribuito. Come scrivono loro stessi nell’introduzione al romanzo,

 i lettori non sono più solo consumatori di un prodotto, ma si rendono parte attiva del processo editoriale.

Spiegano poi di non aver inventato loro questa tipologia di raccolta fondi per pubblicare un libro, ma la trovata risale al 1850.

 Le potenzialità della rete, la sua capacità di creare comunità mettendo in contatto tra loro persone vicine e lontane, hanno fatto il resto.

Se vi ho incuriosito, date un’occhiata qui: https://bookabook.it/libri/esemplare-uno/

Anita
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