Fenomenologia di Mika- di Lucia Maro (Terebinto Edizioni)

Fenomenologia di Mika

“Ti prego, potresti diventare mio fratello?”

di Lucia Maro

Terebinto Edizioni

Dal sito dell’editore:

Quali sono le ragioni della grande popolarità di Mika? Questo saggio, con un tono leggero e sorridente, indaga sulla percezione di assoluta straordinarietà della popstar da parte del pubblico italiano.

Recensione:

Questo libro prende, dichiaratamente, spunto dal famoso saggio di Umberto Eco su Mike Buongiorno.

Partendo da ciò che scrisse Eco del Mike nazionale, l’autrice analizza il fenomeno Mika.

Dichiariamo subito, come appare anche
evidente fin dal titolo, che questo trattatello
si ispira alla celebre Fenomenologia di Mike
Bongiorno con cui Umberto Eco, nel 1961,
analizzò i motivi dell’incredibile successo di

Bongiorno nell’Italia di quegli anni. Studian-
done i comportamenti, lo stile, perfino le fa-
mose gaffes, Eco concludeva che il successo

riscosso dal presentatore era dovuto

al fatto che in ogni parola del perso-
naggio cui dà vita davanti alle teleca-
mere traspare una mediocrità asso-
luta… Lo spettatore vede glorificato

e insignito ufficialmente di autorità
nazionale il ritratto dei propri limiti…

Ecco, lo diciamo subito: Mika non è nulla di tutto ciò. Non è mediocre, non rappresenta i nostri limiti, non ci rappresenta. Al massimo, come si vede nel corso del trattato, affronta alcuni temi che di volta in volta ci toccano: il bullismo, le discriminazioni, i diritti civili, …

Lucia Maro ha fatto un lungo e approfondito lavoro di ricerca e selezione. Non oso immaginare quante migliaia di messaggi abbia letto, prima di sceglierne qualche decina da proporci. Tutti tendenti ad esaltare Mika; pieni di gratitudine, di affetto, di riconoscimento.

Mika rappresenta per molti il fratello, il figlio, l’amico che vorrebbero.

È percepito come uno di casa, come quella persona che è sempre benvenuta, a qualunque ora del giorno o della notte bussi alla porta.

L’autrice lo mette bene in evidenza. Sembra a volte che facciano a gara per vedere chi fa il miglior complimento o il più originale, anche se poi, a leggerli, tanto originali non sono. Ma questo ci dà la misura del fenomeno, di quanto sia amato. E di quanto i fan italiani siano contenti che lui abbia scelto il nostro paese.

Mika piace a tutti. Senza distinzioni. E piace il modo in cui parla e in cui si mette in gioco; quando parla di se stesso, della sua dislessia, del bullismo che ha subito da ragazzo, della sua omosessualità. Piace perché lo fa con naturalezza, senza la presunzione di spiegare il mondo agli altri, ma raccontando il suo mondo.

Mika non c’entra niente con Mike, questo è chiaro ai suoi fan come ai lettori, e l’autrice, infatti, ce lo dice.

Aggiungo una considerazione finale: forse Mike Bongiorno rappresentava per i telespettatori la possibilità di farcela, nonostante la mediocrità. L’idea che essere nella media andasse bene, che si potessero sfruttare lo stesso le situazioni per emergere, nonostante una certa antipatia innata. Mika invece ci mostra come si possa essere speciali, assolutamente fuori dagli schemi, avere gran successo, e ciononostante restare umili e godersi la vita come tutti. Ridere, stupirsi, ammirare e cercare di migliorarsi di continuo. Essere simpatici e alla mano, senza che questo diminuisca di una briciola il proprio valore.

Daniela

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