Il Corso degli eventi di Andrea Spina (Bookabook)

il corso degli eventi
il corso degli eventi

Al romanzo di Andrea Spina sono giunta attraverso il consiglio della casa editrice che oramai conosce i miei gusti e difatti ha indovinato per la seconda volta.

Dopo la bella sorpresa di Esemplare Uno che ho già recensito, “Il Corso degli eventi” dimostra, ove ve e fosse bisogno, che Bookabook seleziona attentamente i progetti su cui investire e si impegna nell’editing e nella promozione.

Chiusa la parentesi sulla casa editrice, sperando che per qualche autore possa essere utile, posso dire che ho letto Il corso degli eventi gustandone ogni pagina soprattutto allietata dallo stile frizzante della scrittura.

La storia racconta di Fabio, che si dirige a un colloquio di lavoro, ma è un incipit amaro quello che l’autore ci propone perché il protagonista e un non più giovane con una famiglia sulle spalle, che si ritrova a fare i conti con le difficoltà di reinventarsi alla sua età.

I tempi sono cambiati, rimugina. Soprattutto è cambiato lo sfondo dell’affresco rappresentante la piccola-media imprenditoria italiana, sempre più simile alle stampe tipiche dell’età moderna (zeppe di supplizi e torture infernali in cui creature demoniache tormentavano le povere vergini o i malcapitati di turno), piuttosto che a rinascimentali paesaggi idilliaci pervasi da un bucolico ed effimero ottimismo.  A ogni modo, Fabio non si sente affatto all’inferno, perlomeno non ancora.”

Fabio però deve fare i conti con la spietata concorrenza che lavora in nero e rovina il mercato, con i giovani che si affacciano al mondo del lavoro con competenze e abilità a lui sconosciute, vivendo in attesa del momento con l’iniziale maiuscola, come era successo ai suoi avi prima di lui.

Il destino però, sempre in agguato, mischia le carte e si diverte a complicargli la vita, come se lui non avesse alcuna voce in capitolo, come se lui fosse un pedone sulla scacchiera in attesa che qualcuno decida per lui come muovere.

E in uno schiocco di dita la vita di Fabio si stravolge, portandosi dietro le esistenze della sua famiglia adorata. Il corso degli eventi è già deciso o possiamo fare qualcosa per mutarne il flusso? E a quale prezzo?

“Aveva preso il buono che le era stato donato e l’aveva riposto in un cassetto interiore, a portata di mano, pronta a rimirarlo ogni qualvolta l’avesse voluto. Il cattivo, se così si può dire, l’aveva riposto in uno schedario un po’ meno a portata di mano ma comunque facile da individuare, posto nella sua cantina interiore.”

Ma il corso degli eventi travalica la vita e allora ci ritroviamo a ragionare come un uomo il cui tempo si è fermato inesorabile proprio quando tutto stava iniziando ad andare per il verso giusto. Lo accompagniamo, dunque, in un sogno bizzarro che è forse un’esperienza di premorte, o è la morte stessa, chi può saperlo?

“Con lentezza, tra la bruma dell’ottundimento, Fabio comprende. Quello non è mai stato un contachilometri, ma un conto alla rovescia, ormai agli sgoccioli. E crede anche di avere intuito cosa succederà al termine del count-down”

Ogni parte è intitolata a una stagione, l’autunno è la vita monotona di Fabio, l’inverno la sua fine. La primavera, forse, la rinascita ma quanto dipende davvero dal suo libero arbitrio e quanto dal corso degli eventi, appunto? A tutti noi piacerebbe poter riavvolgere il nastro del tempo e modificare le decisioni prese ai bivi della vita ma sarebbe questa la soluzione? Ci salverebbe l’anima?

Andrea Spina prova a rispondere con una storia godibile ma non superficiale, in cui è impossibile non chiedersi cosa faremmo noi al posto di Fabio. E costringe a riflettere, sull’anima, sulla vita, sulla morte, sulle relazione e su ciò a cui dovremmo dare il giusto rilievo.

 

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