“Il manifesto del libero lettore” di Alessandro Piperno (Mondadori)

"Il manifesto del libero lettore" di Alessandro Piperno (Mondadori)
“Il manifesto del libero lettore” di Alessandro Piperno (Mondadori)
“Il manifesto del libero lettore” di Alessandro Piperno (Mondadori)

Uno slavista, accumulatore seriale di libri, decide di fare ordine nella sua biblioteca personale e per far ciò deve scegliere di tenere soltanto cento libri. All’inizio sembra facile sceglierne soltanto cento, ma quando ci si accorge di un nuovo libro indispensabile, quale eliminare?

Questo il prologo del saggio che introduce una domanda difficilissima: come scegliere di quali libri (e di quali autori ) non si può fare a meno?

«Non ricordavo fosse così bello» mi disse con una voce talmente angosciata. Cosa lo turbava?
«Non posso regalarlo». Era sconsolato. «Chi faccio fuori?».
Capii che la sua nevrosi gli vietava di tenere in casa il centunesimo. Mi mostrò i due capolavori che rischiavano il posto

Una disamina attenta della passione per la lettura porta a distinguere in diverse categorie: il lettore “dilettante” che vuole leggere, appunto, per diletto e per capriccio ed ha una profonda libertà perché può decidere di utilizzare un punto di vista soggettivo e particolare. Dall’altro lato c’è il lettore professionista che sviscera, invece, trama e personaggi, fa le pulci al testo per trovare gratificazione e riconoscimento delle proprie competenze. Bisognerebbe invece tenere sempre presente che

…sono strumenti di piacere, come la droga, l’alcol, il sesso, non il fine ultimo della vita…

CI sono, poi, autori indispensabili. Piperno ne cita otto importantissimi, fra cui Nabokov, Austen, Tolstoy, Sthendal, Flaubert, Dickens, Proust e Svevo (non in quest’ordine…), che vengono sviscerati e presentati con una nuova veste. Le informazioni, una miniera a ben vedere, sono anche molto utili per gli aspiranti scrittori perché istruiscono sulle tecniche narrative dei grandi e suggeriscono dove guardare quando l’autore cerca un trucco per distrarci. Scopriamo così che Nabokov ci racconta del rapporto fra lolita e il professore creando l’atmosfera attraverso i rumori di fondo.

Estratto.

Una cosa l’ho capita negli ultimi trent’anni, per lo più trascorsi a leggere e scrivere romanzi: il numero di persone a cui piace realmente la narrativa è relativamente modesto, persino e soprattutto tra coloro che ne hanno fatto un mestiere: editori, accademici, critici, giornalisti, e talvolta i romanzieri stessi. Parlo di quella variegata classe di lettori professionisti che compulsa romanzi allo scopo di confermare le proprie idee sul romanzo. Ansiosi di pubblicare, definire, riassumere, promuovere, stroncare, canonizzare, rivoluzionare, costruire sofisticati sistemi ermeneutici, hanno dimenticato il piacere primigenio di aprire un romanzo per il gusto di perdersi ed essere trascinati altrove.
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