In viaggio con l’ombra – di Tina Ceraso e Roberto Pellecchia

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In viaggio con l’ombra – di Tina Ceraso e Roberto Pellecchia

In viaggio con l’ombra

Diari dalla Patagonia

di Tina Ceraso e Roberto Pellecchia

edizioni David and Matthaus

 

Dal sito dell’editore

Germano Rinaldi, in arte Enrico Morgano, scrittore in partenza per l’Argentina, versa in una crisi talmente profonda che il suo editore decide di affiancargli una ghostwriter, Francesca Apoldio. I due si incontrano fugacemente in aeroporto e si accordano per una collaborazione via e-mail. Francesca, convinta di aver riconosciuto in Morgano l’amore della sua giovinezza, decide di inseguirlo in Argentina di nascosto, utilizzando gli indizi ricavati dai capitoli che lui le invia. Si procede così parallelamente in una vicenda on the road che ha per sfondo i paesaggi più struggenti della Patagonia. Tra episodi rocamboleschi e colpi di scena, il ritmo dell’avventura si fa serrato con l’ingresso di altri personaggi. Rinaldi e Francesca si sfiorano più volte senza mai incontrarsi, finché non giungono a Ushuaia, la città più meridionale del mondo, per un finale del tutto inaspettato

Recensione

Lui è un famoso scrittore in crisi, lei è una sconosciuta ghostwriter che entra in crisi dopo averlo incontrato.

Lui non chiede, è consapevole del suo fascino e di come usarlo per ottenere ciò che vuole e, a volte, anche ciò che non vuole. Lei è insicura, ansiosa, bisognosa di piacere e di capire.

Entrambi cercano un contatto, un modo di dialogare tra di loro, ma nessuno nei due riesce a sintonizzarsi sul canale dell’altro; così se lui sembra distaccato e scostante, lei risulta impicciona e inopportuna.

Lei analizza tutto, ogni singola parola, ogni sospiro e, in mancanza di meglio, ogni silenzio. Lui non se ne preoccupa. Vive il momento, apparentemente incapace di pensare al futuro o ad altri.

Il libro alterna la voce di lei, stridula, fastidiosa e invadente, a quella di lui, più pacata e apparentemente tranquilla. Ma le cose non sono mai come si presentano. Soprattutto in un libro dove il protagonista ha tre nomi: il suo, quello che utilizza per pubblicare e quello vero, con cui Francesca l’ha conosciuto da giovane e di cui si è innamorata. Lo seguirà dall’altra parte del mondo, fino alla Terra del Fuoco per scoprire che non è la stessa persona che amava: Piero si è trasformato in Germano, un uomo che non conserva nulla del ragazzino diciottenne.

Germano Rinaldi somiglia molto all’uomo che ho desiderato che fosse, ma non lo è. Semplicemente possiede qualcosa di talmente familiare che avremmo potuto nascere parenti.

In viaggio con l’ombra sembra un matrioska: un viaggio, dentro a un viaggio, dentro a un viaggio. E non sono sicura di aver ben capito qual è il viaggio di partenza, in questo rimbalzare tra realtà e finzione.  Germano Rinaldi si firma Enrico Morgano, ed Enrico Morgano è il protagonista del libro. Talmente somigliante allo scrittore da far confusione. A ciò si aggiunge che Francesca continua a parlare di Piero e di Germano. Il primo un fantasma del passato, il secondo la vera identità di Enrico, che è quindi una proiezione di Germano, ma vera, in carne e ossa, nel libro che sta scrivendo Germano, che altro non è se non la cronaca delle sue avventure in Patagonia. Insomma, se Francesca non ci avesse messo lo zampino, sarebbe stato tutto più chiaro. Ma piatto. Con il suo intervento invece aggiunge brio e il lettore segue lei che insegue il suo sogno d’amore.

Ho preparato una valigia, per non sbagliare, per avere qualcosa di pronto, anche un viaggio di pura fantasia necessita di un adeguato corredo di cianfrusaglie al seguito.

Come quasi tutti i viaggi, è un viaggio fisico e interiore, di crescita, consapevolezza e cambiamento, un viaggio che segna un punto di non ritorno, una svolta nella vita di tutti.

Io sono già salvo Germano. Forse sono io che posso salvare te. Fai della tua vita un quadro meraviglioso, dagli una bella pennellata ogni giorno. Ricomincia da qui, dalle belle e brutte esperienze di questi giorni. Sì, da qui, dalla fine del mondo.

Daniela

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