Intervista ad Agenzia Letteraria Edelweiss

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Oggi vi proponiamo la nostra breve (come di consueto) intervista all’Agenzia Letteraria Edelweiss

Questo è il loro sito dove potere trovare ulteriori informazioni, e questa la loro pagina Facebook.

Sulla loro cortesia e disponibilità garantiamo noi 😉.

Domanda: Ci sembra doveroso fare una premessa: ci conosciamo virtualmente da quasi un anno. In quest’anno abbiamo collaborato, dal nostro punto di vista, molto bene. Ci avete inviato libri sempre interessanti e mai banali. Sappiamo che avete una rigida politica di selezione dei testi, dovuta anche al fatto che per scelta fate solo editing leggero. Volete spiegare a chi ci legge perché questa scelta? E prima ancora: ci volete raccontare chi siete e come è nata quest’avventura?

Risposta: Anzitutto anche a noi sembra doveroso ringraziarvi per la cortesia e l’ospitalità che fin da subito avete riservato ai libri dei nostri autori. Cosa di cui sia noi sia loro siamo davvero contenti. Al di là della competenza e della passione che mettete nelle recensioni, ci piace il vostro approccio aperto alle relazioni umane. Qualità affatto scontata perfino in questo settore. L’Agenzia Letteraria Edelweiss nasce dalla messa in rete di professionisti dei servizi editoriali, poi specializzati nella rappresentanza. Oggi l’anima dell’agenzia siamo io e il collega Andrea Carnevale. Per quanto riguarda la selezione dei testi e la scelta di impegnarci in un editing leggero (solo quando realmente serve e a seguito di una reale presa di coscienza dell’autore) è dovuta in particolare a due nostre convinzioni: il libro deve appartenere il più possibile all’autore; sarà eventualmente l’editore che lo pubblicherà a cucirsi (con l’autore) un editing su misura. Naturalmente, diamo i nostri consigli laddove servissero a nostro avviso interventi più massici; ma non riscriviamo mai i libri, non ha senso.

D: Sul mercato ci sono moltissime agenzie editoriali. Una differenza rispetto alle altre la vogliamo dire noi: a parità di serietà e competenza, voi siete molto più economici. E, mi sento di dire nella maggioranza dei casi, più gentili. A parte quest’ultimo aspetto “personale”, in che cosa vi differenziate dalle altre agenzie?

R: Non ci interessa essere economici in relazione agli altri. Il valore del lavoro deve senz’altro essere riconosciuto, ma in tutto serve misura e realismo. So solo che cerchiamo di rispondere a tutti e di parlare con tutti, lavorando al massimo delle nostre possibilità con serietà. La comunicazione e i rapporti umani sono al centro della nostra professione.

D: Che tipo di libro vi piacerebbe ricevere?

R: Ognuno dei libri che rappresentiamo è un testo che avremmo voluto leggere anche se non lo avessimo scelto. Ci piace la bella letteratura: cerchiamo libri non scontati, le voci del mondo.

D: Come funziona la presentazione e proposta di un libro a una CE?

R: Dipende, non ci sono regole esatte. Si possono proporre libri che ci sono stati richiesti dagli editor oppure si propongono in base ai cataloghi delle case editrici. Di certo, occorre prestare grande attenzione nel redigere con cura e intelligenza il materiale di presentazione del testo e dell’autore che si invia agli editori.

D: Rispetto all’invio spontaneo di un manoscritto a una casa editrice, quante possibilità ci sono in più di vedersi pubblicati con l’aiuto di un’agenzia? Presupponendo che il testo sia valido.

R: Molte, anche perché, se l’agenzia lavora bene nella selezione e nella curatela dei testi, agevola di molto il lavoro di una casa editrice, anche quello redazionale. Naturalmente, la credibilità di un’agenzia letteraria si costruisce nel tempo. Servono passione e abnegazione. Cogliamo qui l’occasione per spezzare una lancia a favore delle case editrici. È assolutamente infondato il sospetto che gli editori non leggano i libri a loro inviati. Magari li leggono velocemente o ne leggono solo una parte, ma li leggono. La differenza è nei rapporti diretti che ci permettono di presentare al meglio un testo.

D: Che cosa vorreste dire agli (aspiranti) scrittori, esordienti e non?

R: Che la pubblicazione non è un punto di arrivo. Il lavoro più duro e impegnativo infatti viene dopo. E che occorre leggere, sempre e molto, partendo dagli autori italiani e senza trascurare i piccoli e medi editori.

D: Quale domanda vi piacerebbe vi venisse posta? E dateci anche la risposta :-)

R: A beneficio di chi leggesse questa intervista, la domanda è: perché i tempi sono così lunghi? Perché per leggere, valutare, editare e portare a pubblicazione un libro (per un’agenzia e per un editore) c’è bisogno di un lavoro certosino (spesso in parallelo con altri) da realizzare insieme a tante altre attività.

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