Intervista a Stefano Zorba – di AlterNative Edizioni

Breve intervista a Stefano Zorba, autore di “Mi innamoravo di tutto” (qui la nostra recensione), nonché fondatore di AlterNative Edizioni.
Abbiamo letto sul libro e sul blog che la creazione delle Edizioni AlterNative è nata da un’esigenza personale, quella di pubblicare e di mantenere per l’autore quanto più guadagno possibile. Detta così, sembra quasi che l’autore, in questo caso tu, fosse un “ingordo”, ma la motivazione è ben altra. La vuoi spiegare tu stesso con le tue parole?
Più che una questione strettamente economica, di ingordigia, direi che è una questione politica. Cosa fa una casa editrice? Si occupa della correzione della bozza, dell’impaginazione, dell’editing, della grafica. E, qualche volta (raramente in maniera efficace) della promozione del lavoro dell’autore a seconda della propria rete di contatti. Per fare questo chiede dal 70% al 90% dei ricavi delle vendite del libro. Quindi un autore, che in genere tra stesura e correzione del romanzo impiega tra i 6 mesi e un anno, deve vendere migliaia di copie per vedere riconosciuto il suo lavoro. Visto che questo non succede quasi mai, di fatto le case editrici continuano a pubblicare e a guadagnare, mentre gli autori continuano a inseguire il loro sogno senza avere nulla in cambio. Non credo si tratti di ingordigia, ma più di equità, lavoro e un compenso adeguato. E non che le case editrici siano mostri cattivi e senza scrupoli. E’ solo che sono legate a regole di mercato che le impongono determinati compromessi, ai quali invece noi non ci sentiamo vincolati.
Siete una realtà particolare, che a noi personalmente incuriosisce parecchio, che cosa offrite all’autore?
 
All’autore su cui scegliamo di investire il nostro tempo offriamo servizi di correzione bozze, editing, impaginazione e grafica, ovvero i servizi tipici di una casa editrice. E grazie alla nostra casa editrice l’autore e la sua storia sono al centro del progetto. Abbiamo un rapporto diretto con i nostri autori, che permette di interfacciarsi nelle modifiche al testo e nella realizzazione del prodotto finale. E soprattutto, offriamo all’autore la maggior parte dei ricavi. Alla casa editrice spetta il 30% dei ricavi per la pubblicazione del romanzo in formato elettronico. Nel caso l’autore voglia pubblicare anche in formato cartaceo, gli forniamo il prodotto finito pronto per la stampa; in questo caso sarà lui a sostenere tutti i costi di pubblicazione, ma sarà anche suo il 100% dei guadagni. E nel caso non sapesse da che parte cominciare possiamo fornirgli i preventivi di stamperie con cui abbiamo collaborato e gestire gli ordini al suo posto.
 
Quali progetti avete in cantiere e quali sono i vostri obiettivi? Se ne vuoi e puoi parlare.
Al momento stiamo visionando alcuni testi e lavorando con i loro autori per migliorarli e renderli più completi ed equilibrati. Nell’immediato non abbiamo in programma alcuna pubblicazione, proprio perché il nostro maggiore interesse è verso le storie che meritano di essere raccontate, più che la necessità di pubblicare e vendere per forza un prodotto. Edizioni AlterNative non ha scadenze di mercato, e questo ci permette di lavorare approfonditamente su ogni progetto che ci sembra interessante.
Tu sei impegnato socialmente e politicamente, nel senso ampio del termine. Hai dato la stessa impostazione alla casa editrice? O accettate anche romanzi che non affrontino tematiche sociali?
 
No, non per forza i romanzi che vogliamo pubblicare devono affrontare tematiche sociali. Anche se abbiamo alcune condizioni per prendere in esame un testo e dedicare tempo ed energie alla sua realizzazione: non devono promuovere contenuti sessisti, razzisti o legati all’ideologia fascista, che sono un po’ anche i capisaldi sui quali si regge la nostra associazione.
Siete nati da pochissimo, state già facendo bilanci? È un’esperienza positiva? 
E’ sicuramente un’esperienza positiva e molto stimolante. Entriamo in contatto con autori emergenti, ci confrontiamo con le nostre esperienze, conosciamo storie diverse (AlterNative, mi verrebbe da dire) e abbiamo realizzato un primo romanzo che, nonostante il tema non proprio leggero e fruibile, ha avuto ottime recensioni sia da lettori che da blog specializzati.
Inoltre abbiamo conosciuto molte persone che come noi amano le storie e gli autori, come il vostro blog Chili di libri; sono esperienze a cui ci sentiamo affini perché ci mostrano persone che utilizzano il loro tempo e le loro energie in modo pressoché gratuito per promuovere il lavoro di autori emergenti e per diffondere contenuti magari anche molto distanti dal mercato mainstream.
Forse non è un vero e proprio bilancio, ma sono tutte sensazioni molto positive che ci permettono di avere molte energie per continuare con quest’avventura.
 
Prima di salutarti, ringraziandoti per il tempo che ci hai dedicato, vorremmo lasciarti lo spazio per rispondere a una domanda che non ti abbiamo posto, ma che ti sarebbe piaciuto che ti facessimo. 
 
No, in realtà volevo io fare una domanda a voi: cosa vi spinge a dedicare parte del vostro tempo a un blog di recensioni e promozione di romanzi di autori emergenti? La vostra risposta mi incuriosisce molto, magari incuriosisce anche i vostri lettori.
E visto che siamo arrivati in fondo all’intervista. volevo ringraziarvi, Anita e Daniela, per il tempo che avete dedicato al nostro romanzo “Mi innamoravo di tutto – Storia di un dissidente” e alla nostra casa editrice Edizioni AlterNative.
Come ultima cosa volevo solo segnalare a voi e ai vostri lettori i nostri contatti: il nostro sito internet è http://www.edizionialternative.org; se volete inviarci un vostro manoscritto potete farlo all’indirizzo [email protected].
Grazie ancora e continuate con lo splendido lavoro che fate.
Ed ecco la nostra risposta alla domanda di Stefano: la passione per la lettura, la curiosità, la voglia di leggere qualcosa fuori dai circuiti classici o “imposti”. La realtà è andata oltre la fantasia: siamo entrate in contatto con realtà piccole, che non avremmo mai potuto conoscere altrimenti, e abbiamo letto libri bellissimi, di cui non avremmo mai sospettato l’esistenza. Un anno fa abbiamo deciso di aprire un blog per poter dire quello che pensiamo dei libri che leggiamo, poi hanno iniziato a proporci libri da leggere e abbiamo scoperto piccole case editrici di qualità e autori sconosciuti, ma meritevoli di riconoscimento. Direi che siamo soddisfatte del percorso fatto finora, ma non è finita! La passione è ancora viva.
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