Io, te e la dislessia – di Mariarosaria Conte

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Io, te e la dislessia

di Mariarosaria Conte

ed. Lab13 Milano

Dal sito dell’editore

La storia del dolore di una madre coraggiosa, pronta a sconfiggere le proprie insicurezze e fragilità pur di veder rispettati i diritti di sua figlia.

Il racconto struggente ed esemplare del percorso di crescita di un’intera famiglia. Ma anche una storia di denuncia dell’istituzione scolastica e sanitaria, che hanno reso impossibile un intervento precoce e quindi efficace.

Un libro che ci aiuta a capire “dal vivo” il mondo della dislessia.

Recensione

Questo libro è un libro di pancia, sembra scritto di getto, per mettere sulla carta quello che una madre, con un perenne senso di inadeguatezza, ha passato “a causa” della dislessia della figlia.

Non è un saggio né un compendio su che cosa siano dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia et similia. È un libro di cuore: una bambina, e la sua famiglia, particolarmente sfortunate nelle esperienze con la scuola, in cui sembra che nessuno capisca che Veronica, la bambina, ha problemi seri, difficoltà di lettura che non spariscono con l’impegno e la buona volontà, ma che necessitano di strumenti e approcci adeguati. Nel loro peregrinare da una classe all’altra, da un’insegnante, una preside, una psicologa all’altra, nessuno sembra voglia comprendere il disagio della bambina. Tutti pronti a puntare il dito contro lei e i suoi genitori. E nemmeno la mamma ha il coraggio di difenderla, perché in fondo chi è lei per dire agli esperti che sbagliano? E Veronica continua a mettere in atto strategie di sopravvivenza in un mondo ostile, che lei non capisce. Un mondo che sembra non voglia adattarsi a chi fa fatica, che sembra pretendere sempre che siano gli altri a venirgli incontro e non contempli la possibilità che sia lui ad andare verso di loro, verso chi è un po’ diverso, a conoscere il suo mondo, a permettergli di stupirsi della varietà che altri vivono, che è una varietà di suoni, di colori, di odori e sensazioni diversa. Perché ognuno di noi è un mondo, solo che alcuni comunicano più facilmente di altri; alcuni hanno bisogno che si vada da loro per capirli.

Finalmente la madre “si dà il permesso” di essere in disaccordo con gli esperti e si fida del suo istinto di mamma, che conosce la figlia come nessun altro. È a questo punto che le cose per Veronica iniziano a migliorare. Con fatica, un po’ per volta. Un lungo cammino, non ancora finito, ma che ha già dato ottimi risultati.

Ho chiesto io questo libro, perché penso che si parli ancora troppo poco di dislessia (scrivo dislessia, ma intendo tutti i disturbi specifici dell’apprendimento), che molti, moltissimi genitori e insegnanti non siano ancora in grado di affrontarla. Emerge chiara, dall’esperienza dell’autrice, come una diagnosi precoce sia importante. Per permettere al bambino di imparare in maniera diversa e non sentirsi stupido, diverso, essere emarginato dagli altri; perché la scuola e lo studio non siano un incubo, ma un’esperienza positiva o perlomeno non più negativa che per gli altri; perché non c’è niente di più brutto che dire a un bambino “tu sei stupido, non capisci, non ci arrivi”. Dire o, peggio ancora, comportarsi come se il bambino non valesse niente, è il miglior modo per annullarlo. Se alle parole si può rispondere, come si reagisce davanti ai comportamenti?

Non si guarisce dalla dislessia, ma si può imparare a conviverci.

Daniela

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