Laguna (Racconto Joseph Conrad, collana Giro del Mondo CartaCanta Editore)

In questo racconto è bello riconoscere l’inconfondibile narrazione e le atmosfere di Conrad.

Ci sono un uomo bianco e un malese, su una barca che si arena nella radura di Arsat. Il paesaggio è il preferito di Conrad: un fiume nella foresta, il sole al tramonto, gli alberi rigogliosi e le palme, l’aria ferma e l’unico rumore a interrompere l’immobilità della natura è quello delle pagaie che smuovono l’acqua.

Arsat allora li introduce da Tuan che è molto malata. Nell’attesa che gli eventi evolvano, Arsat inizia a raccontare una storia. Un racconto nel racconto che ci spiega come lui e Tuan sono giunti fin là, una storia di amore, fratellanza e umanità. Un racconto di dolore che si rinnova, di scelte, di vita che deve andare avanti, di prospettive, di giudizi e rimorsi.

Non mi sono più girato. L’ho sentito gridare ancora una volta il mio nome e poi un urlo, come quando la vita se ne va insieme alla voce – e non mi sono mai voltato. Il mio nome!… Mio fratello! Tre volte mi ha chiamato – ma io non avevo paura della vita. Non era lì con me nella canoa? E non sarei forse riuscito con lei a trovare un paese dove s’è persa memoria della morte – dove la morte non si sa cosa sia?”

 

 

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