“Sotto lo stesso cielo” di Barbara Martinucci

In collaborazione con recensioni per esordienti

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Il romanzo racconta di Michael, adolescente, che il padre costringe per  i suoi motivi di lavoro a trasferirsi a Pasadena, a Los Angeles in California. Per Michael il trasferimento è un trauma, come lo sarebbe per qualunque studente all’ultimo anno di liceo: perderà gli amici, la fidanzata, che lo lascia appena scopre del trasferimento imminente e i suoi riferimenti. Già abbandonato dalla madre, che non ha esitato ad  affidarlo al padre e sparire, Michael dovrà affrontare le difficoltà di un trasferimento in un luogo a lui ignoto a diciassette anni.  Accetta di buon grado ma ha maniere fortemente oppositive e nessuna intenzione di integrarsi nella nuova  scuola. Finché incontra Penelope, Penny, ed Emma, due ragazze un po’ goffe che spesso vengono prese di mira dai bulli e per difenderle fa  amicizia. al trio così formato si unirà poi anche il cugino di una  delle due ragazze, molto in vista a scuola. Interessante i retroscena, come ad esempio il datore di lavoro del padre di Michael che, pur di averlo nel team, incarica una collega dell’affascinante quarantenne di interessarsi affinché sua figlia aiuti il nuovo arrivato a integrarsi. Profondo, poi, il rapporto di ostilità adolescenziale nei confronti del padre, che pure si occupa di lui con tutte le sue forze da quando la moglie è andata via.

La scrittura dell’autrice, Barbara Martinucci, è scorrevole e pulita.  Un linguaggio adatto al pubblico di riferimento, giovane e  appassionato, denso di ironia e delicato insieme. Si nota una maturità
stilistica e un’appropriatezza dei dialoghi che convincono il lettore. La trama, che non spicca per originalità, è resa interessante dallo stile dell’autrice e sarebbe interessante scoprire le sue inclinazioni su altri generi. Ad esempio in un romanzo di formazione. Il consiglio per l’autrice è proprio quello di cimentarsi in una letteratura meno commerciale ma forse più affine alle sue corde, in un nuovo romanzo che di sicuro sarà interessante come questo d’esordio.

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