L’ombra del Serpente – di Isabel Giustiniani

ombra serpente

L’ombra del Serpente – di Isabel Giustiniani

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“Si dice che ciascuno abbia il proprio destino inciso nel nome. Per questo io non ho mai smesso di riscrivere il mio tra le pieghe del Tempo e del Mito.”

Cairo, gennaio 2011. Nell’instabile scacchiere politico del suolo egiziano durante la primavera araba, il mondo assiste impotente alle immagini del fumo che si innalza dal Museo Archeologico. Ma il clamoroso furto perpetrato nelle sale che custodiscono i reperti di Tutankhamon nasconde un segreto più grande e temibile. Chi sono le misteriose pedine che si muovono in una scia di omicidi, disposte a tutto pur di entrarte in possesso della rivelazione celata nel file JE60754?

Storia, avventura e thriller si mescolano in una vicenda che si snoda attraverso il tempo, dalla corte del tetrarca di Galilea Erode Antipa fino alla Costantinopoli del basileus Manuele II. Tra santi e peccatori – ora al seguito dei crociati di Sigismondo d’Ungheria, ora di mercanti di schiavi, cavalieri e spie – il racconto di un viaggio millenario intrapreso solo per amore. E per sete di vendetta.

Recensione

Così non vale! Il libro non termina, lascia il lettore in attesa del prosieguo. E io voglio sapere come va a finire.

Isabel Giustiniani racconta la storia di un Serpente, mischiando mirabilmente realtà e fantasia. Il Serpente proviene da un luogo e un tempo a noi lontani, in cui la magia ancora esiste, e da lì viene a visitare il nostro mondo, in diverse epoche storiche. Possiamo così fare la conoscenza di Salomé, di Gesù, partecipare alle crociate, viaggiare con un clan di gitani, per poi ritrovarci nel bel mezzo della primavera araba, nel gennaio 2011 a Il Cairo.

Le storie e i passaggi temporali vengono descritti dal Serpente stesso, tranne quello nell’Egitto moderno, e suppongo che il secondo volume ci spiegherà meglio il perché. L’autrice lo definisce thriller storico, e in parte è corretto. Io non saprei come altro definirlo, so solo che è una narrazione ben articolata, nonostante la sua complessità, e appassionante. Però mi sembra una definizione un po’ limitante, perché a mio avviso è anche altro.

Restiamo in attesa di sapere che cosa succederà al Serpente e ad Amberlee, giovane ricercatrice britannica al centro di un complotto. Mentre il Serpente passa di mano in mano, riuscirà a raggiungere il suo obiettivo e salvare Alina, la sua amata gitana? Se nel suo mondo il serpente è libero di muoversi, da noi è bloccato di volta in volta in un bracciale, un’impugnatura, un pugnale, e solo una grande energia può aprirgli le porte del Varco e permettergli così di tornare nel suo mondo. Da Xiandra, anche quando Xiandra non c’è più.

Il Serpente è in grado di leggere l’animo delle persone, ritrovandosi così di fronte a sentimenti diversi, avvertendo le passioni che muovono gli uomini, le speranze e la disperazione. Brucia letteralmente di fronte alle ingiustizie, non comprende la cupidigia e la violenza, l’accanirsi degli uomini l’uno contro l’altro per un Dio che dicono di amare, ma che nei fatti non rispettano. Spesso la sua presenza genera scompiglio, perché considerato pericoloso o latore di sfortuna, altre volte è invece bramato e custodito come prezioso. Il tutto non intacca minimamente il suo essere di un altro mondo.

Come già detto, resto in attesa del secondo volume. Il primo mi è piaciuto.

Daniela

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