Mille Splendidi Soli di Kalehd Hosseni

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Descrizione (dal sito dell’editore):

Nate a distanza di una generazione, e con idee molto diverse, Mariam e Laila sono due donne che la guerra e la morte hanno costretto a condividere un destino comune. Mentre affrontano i pericoli che le circondano – sia nella loro casa che per le strade di Kabul – Mariam e Laila danno vita a un rapporto che le rende sorelle e che alla fine cambierà il corso delle loro vite e di quelle dei loro discendenti.

Recensione:

Questo autore, reso famoso dal romanzo “Il Cacciatore di Aquiloni” dà in quest’opera riprova di capacità incredibili. La storia racconta di due donne, Nana e Mariam, che sono madre e figlia e vivono nella Kolba, lontane dalla città. Per raggiungere la zona abitata, difatti, Mariam deve guadare un ruscello che scorre proprio davanti casa sua.

Ben presto Mariam deve imparare a sue spese cosa sia un harami, un bastardo, perché lei stessa lo è: il padre, Jalil, ricco proprietario che possiede persino un cinema e il martedì regala gelati a tutti i bambini, quell’uomo che la va a trovare una volta la settimana, non l’ha riconosciuta. Così il padre di Nana l’ha diseredata ma forse, dice Nana, sarebbe stato meglio che avesse fatto ciò che l’onore dettava di fare, ucciderla con lama affilata. Si ritrovano a sopravvivere da sole, Mariam e Nana, reiette e malviste dalle mogli legittime di Jalil e dai suoi figli. Il giorno del suo compleanno Mariam chiede a Jalil di essere ricevuta nel suo palazzo, ma questi rifiuta finchè, scoperto che Nana si è impiccata, la ospita in casa sua e la dà in sposa a un quarantenne di Kabul. In questa città, con un marito che non ha scelto, inizia la nuova vita di Mariam.

Il romanzo Mille splendidi soli, il cui titolo è tratto dai versi che un famoso poeta scrisse per Kabul, è dedicato alle donne e alla complicità femminile, come quella che si viene a creare fra Mariam e Laila, la seconda giovane moglie di suo marito, ma tratta anche di temi difficili come il regime talebano, la guerra in Afghanistan e lo spirito di sacrificio che lega le due donne, tanto che una rinuncerà alla propria vita per permettere all’altra di vivere la propria.

Questo libro stringe il cuore in una tenaglia, l’impressione è quella che l’autore voglia farci percepire la sensazione che le due protagoniste vivono nel sentirsi intrappolate in una vita che altri hanno scelto per loro. Commovente l’atmosfera che lo percorre, il calore che le sue pagine emanano, si potrebbe dire che il sole bruci dentro le parole di una realtà a volte difficile da comprendere ma che Hosseini lascia trasparire in maniera vivida come se prendesse forma fra le righe. E il lettore percepisce questa linfa che lo attraversa e soffre quando il profumo di quei due bei fiori viene falciato via insieme alla speranza di un futuro felice. E proprio il sacrificio di un fiore, consentirà all’altro di crescere libero e lontano da quelle catene.

Anita

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