Morte ai vecchi – di Franco Berardi e Massimiliano Geraci


Morte ai vecchi

di Franco Berardi e Massimiliano Geraci

Baldini &Castoldi

Dal sito dell’editore:

Coloro che sono nati a metà del ventesimo secolo non sembrano affatto intenzionati a mollare il colpo. Sono fisicamente solidi, ben nutriti, e vaccinati contro le malattie che un tempo eliminavano gli esseri umani. Sono svegli, competenti, e non abbandonano le posizioni di lavoro, di reddito, e di potere. Certo i motivi per odiare questa ingombrante generazione sono molti: il senile disinganno di coloro che un tempo furono hippy ribelli è diventato una pietra al collo per l’intera umanità. La loro famelica voglia di vivere ha consumato tutto quello che era consumabile, nulla di nuovo sembra possibile, perché loro l’hanno già fatto.
Lo scenario sembra predisposto per una guerra intergenerazionale per la conquista della scena sociale. Sta nascendo una nuova forma di terrorismo o questa sarà l’ultima delle guerre civili?

Recensione

Isidoro Vitale, un vecchio professore vicino alla pensione, rimasto solo dopo il suicidio della figlia Federica, passa le sue giornate nella monotonia tipica di chi non ha più molto da chiedere alla vita, convinto che nulla potrebbe più scuoterlo dal torpore in cui si era lasciato cadere, ma ecco che si imbatte in un incontro che non avrebbe potuto immaginare.
 
Quell’incontro, in cui assiste all’assassinio di due colleghi suoi coetanei e in cui proverà sulla propria pelle l’odio della società nei confronti degli anziani – tanto da essere oramai indifferente agli innumervoli “gerontomicidi” che si verificano nella sua città una notte dopo l’altra – finisce per incidere pesantemente sulla vita di Isidoro proiettandolo in una dimensione nuova fatta di nefandezze che solo il nuovo rapporto con Martina, conquista degli anni giovanili, saprà allievare.
 
Il ricordo di sua figlia Federica non lo lascia un istante. Per lei aveva sacrificato tutto accudendola mentre la moglie preferiva la compagnia di altri uomini.
 
Non ha mai cessato di cercare i motivi che avevano condotto Federica al gesto insano, di cui aveva finito per sentirsi colpevole anche se si intestardiva a darne la responsabilità al fidanzato di lei, Luca.
 
La mattanza che giovani ragazzi e ragazze fanno a spese di vecchi è diventata un problema sociale che avvolge l’intera comunità, e la reazione della classe destinata all’estinzione non si fa attendere e il professor Forza, preside della scuola dove lavora Isidoro, si rivela uno dei sostenitori più agguerriti di una risposta adeguata. In un loro incontro, il preside affermava 
«Non possiamo lasciar marcire nelle cantine dell’oblio pandigitale l’umanesimo che ha nutrito la nostra cultura. Quest’eredità noi dobbiamo difenderla con la lotta, con la guerra se è necessario». 
 
Attraverso una cronaca quotidiana, fatta di testimonianze dirette e racconti di personaggi incontrati strada facendo, Isidoro si trova suo malgrado proiettato in un mondo degradato fatto di crudeltà raccapriccianti perpetrate da vecchi, adulti e adolescenti di ogni ceto, annoiati e resi schiavi di ogni vizio, ma anche da bambini disposti a farsi manovrare da eserciti di criminali senza scrupoli fino a commettere i peggiori crimini per uscire dalla miseria che guerre fratricide hanno imposto loro.
Isidoro soffre per le nefandezze che la società in cui ha saputo attuare, e sono le stesse che il giornalista poco stimato Alex Turri persegue per sciorinare reportages infarciti di storie che, seppure reali, rasentano l’assurdo. Nella speranza di dare una svolta alla sua carriera, Alex indaga sull’assassinio di un giovane studente del liceo Volla e, pur di dare corpo alle sue ricerche, non si sottrae a nessun esperimento.
Casuali incontri e scoperte permetteranno al giornalista di scoprire la vera origine dell’infinita serie di delitti che hanno insanguinato la città, a cominciare dalla morte di Federica.
 
Macabro in vari tratti, il racconto si snoda tra fatti ed eventi reali interrotti qua e là da riferimenti storici e culturali di sapienze antiche e altre contemporanee, ciò che fornisce al lettore un quadro multicolore.
 
Attraverso un linguaggio ricercato, apparentemente lezioso nella descrizione dei personaggi e dei loro pensieri, gli autori portano il lettore a cercare di approfondire la propria conoscenza del pensiero di poeti, esegeti e personaggi vari della storia, da loro sfiorati nel corso del racconto.
Alfredo
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