Mrs Grace – di Chiara Briani

Mrs Grace

di Chiara Briani

edizioni Alter Ego

Dal sito dell’editore

Grace ha settant’anni e possiede la più potente società finanziaria degli Stati Uniti. Nelle pieghe del suo passato, un segreto mai rivelato. Dopo la morte del marito, torna a New York per vendicare una violenza subita negli anni del college. Parte con due certezze: un indirizzo e il ricordo di un quadro. Troverà una città profondamente cambiata, ma il lampione all’angolo della 122ma strada, dove fu stuprata da giovane, è ancora lì. Per ottenere il suo scopo Grace sfrutterà tutte le armi a disposizione: soldi, astuzia, contatti con la malavita dell’Harlem spagnola. In un intreccio di strategie, negoziazioni, violenze e amori, il tempo presente sarà inclemente come quello passato e chiuderà il cerchio con un unico, potente interrogativo: fino a che punto può spingersi il desiderio di vendetta?

Recensione

Mrs Grace è una stronza, arrogante e vendicativa.

Sì, avete letto bene.

È la protagonista del libro, ma non ha un briciolo della mia simpatia.

Oh, certo, lo avrebbe la Grace violentata a vent’anni, nonostante la sua cattiveria, perché nessuno lo merita, ma non quella di settant’anni. Cinquant’anni dopo il fatto vuole vendicarsi, e decide di farlo nel peggiore dei modi, nel più crudele e insensato.

Non voglio fare spoiler, non posso dire niente, ma non è esattamente un’eroina dei nostri tempi.

Ha tentato il suicidio, ma le è andata male, è rimasta zoppa a vita, e di quello incolpa il suo violentatore. Il quale, sia ben chiaro, ha tutto il mio disprezzo per il gesto compiuto. Questa è una di quelle storie in cui non ci sono buoni, solo brutte persone. Alcune tirano fuori il peggio di sé, ma in fondo sono persone normali, con lati positivi e negativi, alternanza di luce e ombre. Grace e il suo antagonista, Bruce, invece sono brutte persone. Calpestano chiunque li intralci, pensano a se stessi, incolpano gli altri dei propri fallimenti e non si fanno scrupoli. Difatti sono in cima alla piramide, ricchi da far schifo, almeno lei.

Ciò detto, lasciando stare le antipatie, la storia solleva un quesito interessante. Il desiderio di vendetta è spesso comprensibile, ma che senso ha? Può aver senso vendicarsi? E se sì, fino a che punto? Esiste un limite? E come lo si può definire?

Il libro di Chiara Briani va oltre, è evidente. Non c’è nessun intento da parte dell’autrice di suscitare simpatia o empatia; gli scrupoli che ogni tanto qualcuno si fa, muoiono in fretta davanti ai soldi, alle minacce o alla promessa di amore.

Siamo veramente così ciechi? C’è un po’ di Mrs Grace in ognuno di noi? Non arriveremo mai ai suoi livelli, ma forse siamo un po’ come Norman, che la asseconda nel suo piano assurdo in nome di un amore, poco credibile, ma che per lui giustifica ogni sua mancanza. O forse siamo come Tom, che chiude gli occhi, finge di non sapere, per poi ritrovarsi comunque coinvolto. E se invece fossimo Bruce? Ipocrita, falso e manipolatore.

Un libro pieno di estremi, crudezza, senza chiaroscuri, ma colori forti.

Per Bruce, Grace era un senso di colpa. Il primo, il più forte.

Grace invece credeva solo ai sensi, non alle colpe, e non conosceva il perdono.

Un’altra domanda che mi sono fatta leggendo il libro, e a cui ho dato ovviamente la mia personalissima risposta, è: fino a che punto gli altri possono influenzare il nostro comportamento? O meglio: fino a che punto possiamo incolpare gli altri delle nostre scelte? Possiamo incolparli? Secondo me no, secondo mrs Grace sì.

daniela

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