Ms Kalashnikov di Wu Ming 5 e Francesca Tosarelli (Chiarelettere)

Ms Kalashnikov di Wu Ming 5 e Francesca Tosarelli (Chiarelettere)

MS KALASHNIKOV

di Wu Ming 5 e Francesca Tosarelli
Chiarelettere, Milano 2016 _ Collana: Narrazioni _ pp. 228 _16 euro
Ms KALASHNIKOV
“IL CUORE È ALTROVE, DOVE LE DONNE HANNO SCELTO DI NON ESSERE PIÙ
VITTIME E PROVANO A PRENDERE IN MANO LA PROPRIA VITA, O CIÒ CHE NE
RIMANE. E COMBATTERE.”
descrizione (dal sito dell’editore): Un libro sulle donne, per una volta non vittime ma combattenti, che hanno scelto un percorso di resistenza e non hanno smesso di vivere e di sognare. Una narrazione serrata, che concede molto poco alla fiction e che respira con il reale, con l’esperienza vissuta, toccata, percepita.
Ms Kalashnikov è il racconto tutto in presa diretta di una giovane fotografa di guerra che esce dalla comfort zone del quotidiano e porta il suo corpo sul campo, in diversi angoli del pianeta, per ascoltare e darci la possibilità di ascoltare le voci di altre donne.
Da Capo Verde al confine tra Libano e Siria, alla Repubblica democratica del Congo, il viaggio di F. finisce in un continente depredato prima dal colonialismo e ora dalla globalizzazione, nelle zone devastate dalla violenza della lotta civile o della guerriglia, nei luoghi del mondo che sfruttiamo ogni giorno mentre viviamo le nostre comodità mai in discussione.
F. vuole vedere e scoprire con i suoi occhi un mondo altro, senza più tutti i filtri di una cultura dominante. Lo fa accompagnando in mare i pescatori capoverdiani che non hanno più niente a pescare; lo fa improvvisando passi di batuque con le raccoglitrici di sabbia dell’isola costrette, per sopravvivere, a devastare le spiagge ormai ridotte a ciottoli; lo fa incontrando le combattenti congolesi del gruppo ribelle Mai Mai Shetani.
Storie toccanti, di donne che amano, sognano, ballano, si truccano, e al tempo stesso si ribellano, lottano, uccidono.
Recensione:
Del libro voglio parlarne dopo. La figura della fotografa di guerra è così forte e preponderante nella scrittura che non si può non cercarla per approfondire l’esperienza della storia narrata. E così scopro il suo sito, il suo volto (bellissimo, giovane e insieme carico di vissuto) e foto eccezionali che superano perfino la sua scrittura già potente e così realista che pare di essere in territorio di guerra, a ogni pagina, a ogni foto.
Le prime pagine del diario sono un  piccolo assaggio: al centro sono le donne, quelle di Capo verde, e la donna reporter che entra a testa alta e in punta di piedi in quei vicoli che agli uomini sono interdetti. Lì  si intrecciano capelli, si parla di compagni e di cosa sia il rispetto per la dignità, dell’essere donna qui in Occidente dove è fortuna nascere e facile crescere e lì a Capo Verde dove, se il tuo uomo ti telefona a metà del tragitto, tu devi tornare indietro.
“È la prima domanda che faccio a chi mi ospita o mi viene a prendere in aeroporto, o alla prima persona locale con la quale instauro un minimo di intimità: «Senti, ma qua, le donne, ci vanno da sole a ballare?».”
La sete di sapere non si può placare col Batuque e via, con un nuovo viaggio!
Le viscere si ingarbugliano quando la storia cambia scenario: scopriamo un Libano, al confine con la guerra, fatto di guerriglieri e ragazzi che vogliono essere fotografati con un mitra in mano, ma questo già lo conoscevamo. Con Miss Kalashnikov scopriamo le donne sotto il velo: ci siamo anche noi a fare la ceretta con Rawa,  in quel linguaggio universale che soltanto le donne conoscono.
“Ci sono alcuni momenti in cui vivi e basta, col corpo, e capisci solo in seguito come gli eventi abbiano influito su di te, come ti abbiano segnato. “
Il reportage si costruisce poco per volta davanti ai nostri occhi. Giornalisti disposti a rischiare la vita perché se non ci sono più elmetti e giubbotti a proteggerli vanno lo stesso, anche al buio, anche in un corridoio con i teli sospesi sulla testa a unica protezione della vita.
E rinunciano alle comodità, perché le riviste li compreranno quelle foto ma non le hanno commissionate quindi le spese sono a carico dei reporter. Questo si rivela un bene, per respirare i profumi e l’essenza di quei luoghi: case senz’acqua corrente o elettricità ma
“La nostra attitudine nomade ci proteggeva.”
Le sensazioni profonde e contrastanti che si provano leggendo questo diario non le posso spiegare, ma ciò che resta è che ogni donna combatte a modo suo, combatte per sé e per tutte le donne. Alcune volte in silenzio, altre con una foto cambia il mondo.
“Non è mai bene avere dipendenze. Difficile vivere senza averne.”
 Verrebbe quasi voglia di andarci, al Coco Jambo. Ma il Congo è storia difficile da raccontare,con le milizie M23, non è solo musica alta, whiskey e droga.
Il ballo permea la narrazione come un fil rouge, dal capoeira al batuque al funanà, ma a mio avviso la pagina più toccante è la lettera della madre, che come una coscienza, dura e sincera come una madre sa essere, mette la figlia davanti a uno specchio e le chiede di guardarci attraverso.
Miss Kalashnikov è una lettura dura, forte, ma necessaria perché la guerra la fanno gli uomini ma la vivono anche le donne e restituiscono l’esperienza con la forza del sentire, dalle viscere direttamente.
Autore

Wu Ming 5 (Riccardo Pedrini) è membro fondatore del collettivo di autori Wu Ming. Ha firmato lavori collettivi come Manituana (Einaudi), Altai (Einaudi) e il recente L’armata dei sonnambuli (Einaudi), l’ultimo grande romanzo storico del collettivo. Musicista, continua l’attività con i bolognesi Nabat, uno dei gruppi di culto della scena punk rock italiana e internazionale.

Francesca Tosarelli ha lavorato come fotogiornalista indipendente, i suoi reportage sono stati pubblicati sulle maggiori riviste internazionali, tra cui “The Sunday Times”, “Le Monde”, “Der Spiegel”, “Internazionale”. Attualmente è regista del progetto crossmediale Ms Kalashnikov, che esplora le forme contemporanee di ribellione al femminile in zone di guerra, attraverso la combinazione di fotografia, scrittura e piattaforme interattive. È membro fondatore di Matchbox Media, un collettivo di autori indipendenti che si occupa di storytelling multimediale.

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