Non guadare nell’abisso, di Massimo Polidoro

Una nuova indagine per Bruno Jordan
Una nuova indagine per Bruno Jordan

Non guardare nell’abisso

di Massimo Polidoro

Edizioni Piemme

Trama

È una notte di luna piena. In un cimitero di campagna, una piccola processione guidata da un anziano sacerdote impaurito entra in una cripta. Ma non si tratta di un morboso rito esoterico: dalle profondità di una buca nascosta sotto l’altare riemergono mitragliatori, munizioni ed esplosivi. Un vero arsenale di guerra sepolto da chissà quanti anni. «Questi cambieranno ogni cosa» dice il leader del gruppo, estraendo il coltello che metterà fine alla vita del prete.

È una tranquilla mattina estiva, a Milano. Bruno Jordan esce di casa per la solita corsa nel parco: è un periodo piuttosto piatto, nella vita dell’inquieto cronista di nera, dopo le vicende che l’anno prima lo hanno portato al ritrovamento di una donna scomparsa e creduta morta da tutti. Forse anche per questo, di fronte all’irrituale e insistente richiesta di un ex senatore in pensione di aiutarlo a rintracciare la giovane nipote che non ha mai conosciuto, Jordan non riesce a resistere e accetta l’incarico. Per questo, e perché Publio Virgilio Strazzi non è un ex senatore qualunque: è uno dei nomi più quotati per l’imminente elezione a prossimo presidente della Repubblica italiana. Cominciando le indagini, però, Jordan si rende conto ben presto che l’uomo gli ha raccontato solo una parte della verità. Dietro il nonno tormentato dai rimpianti si allunga l’ombra inquietante di un complotto inimmaginabile, che affonda le sue radici negli anni più tragici e irrisolti del dopoguerra. E dietro il vicino della porta accanto potrebbe annidarsi un nemico che aspetta solo il momento giusto per seminare morte e terrore. In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l’abisso più nero dell’animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.

Recensione

L’ho letto tutto d’un fiato.

Non avevo letto il libro precedente, quindi per me Bruno Jordan era una novità, non sapevo che aspetto avesse, quanti anni, le sue abitudini e soprattutto non conoscevo il suo passato.

Per chi ha letto Il passato è una bestia feroce, alcuni riferimenti sono chiari, ma anche per chi, come me, non lo ha letto, sono comunque comprensibili. Quindi, sì, sarebbe stato meglio averlo letto, ma anche così ho potuto seguire bene questa storia.

Dicevo che l’ho letto tutto d’un fiato. La vicenda inizia una mattina d’estate, molto presto, a Milano, al Parco Sempione. Bruno Jordan sta facendo una corsetta e viene avvicinato da due loschi figuri. Da lì viene coinvolto in un caso in cui nulla è come sembra, come nella migliore tradizione del mistero e dei thriller.

Il protagonista prova a opporsi, ma deve soccombere. Come dice lui:

Turpiloquio 1 – Logica 0

L’autore riesce a mantenere un ritmo piacevole per tutta la durata del libro. Non è troppo veloce, ti lascia il tempo di assaporare i personaggi e di immaginarteli in versione tridimensionale, senza indugiare mai troppo in dettagli o situazioni superflue, che rallentano e appesantiscono la lettura. Ogni scena, ogni passaggio, ha una sua ragion d’essere e non è sprecato.

Il suo stile è all’apparenza semplice, anche se emerge chiara la competenza sugli argomenti trattati; le caratterizzazioni dei personaggi non sono mai esagerate, in particolare ho apprezzato la sua “mania” di soprannominare i personaggi secondari con nomi di personaggi reali e conosciuti. Questo aiuta il lettore a ricordarli meglio e non dover interrompere la lettura per tornare indietro a cercarlo o proseguire senza sapere di chi si sta parlando (non so a voi, ma a me succede spesso).

Ecco quindi che possiamo vedere sullo stesso palcoscenico Arnold Schwarzenegger e Marcello Mastroianni, in un improbabile duetto, e poco più in là, su un palco parallelo, Elvis Presley in una versione sui generis.

E poi c’è Gip, di cui ignoro l’origine, che compare poco, meno ancora di quanto parli, ma il cui intervento è fondamentale. Come dice qualcuno della squadraKeep calm and call Gip! 

In sostanza un libro ben scritto, piacevole, che scivola via senza che tu te ne accorga, facendo spesso sorridere. Polidoro rievoca uno dei periodi più bui della storia italiana, e lo fa tramite le voci di chi quel periodo l’ha vissuto e di cui racconta la logica, gli obiettivi e il crescendo di violenza senza apparente reale motivazione, se non sovvertire l’ordine. Abbastanza agghiaccianti i ragionamenti dell’ex sen. Strazzi, non perché fuori dal mondo, ma, al contrario, perché hanno un fondamento reale nel periodo confuso che stiamo attraversando. Non mancano ovviamente teorie del complotto, ma questo, visto l’autore, è il minimo che ci si possa aspettare!

Mi raccomando: keep calm and non guardate nell’abisso.

ed ecco la videorecensione

https://www.youtube.com/watch?v=M8pxDZA1qQI

Precedente Yeruldegger, di Ian Manook in uscita il 30 giugno Successivo La via del male, di Robert Galbraith