Oltremondo II – L’orizzonte delle dimensioni

L'orizzonte delle Dimensioni

Oltremondo – L’orizzonte delle Dimensioni

Oltremondo II 

di Marta Leandra Mandelli

Il secondo capitolo di questa trilogia, L’orizzonte delle Dimensioni, è voluminoso. E questo si vede subito, senza ombra di dubbio.

Ciò che non si può vedere, ma che si assapora e di cui si gode leggendolo, è il salto di qualità.

Già dalle prime righe mi sono ritrovata a pensare che la scrittura di Marta (scusa autrice se ti do del ‘tu’, ma ormai mi sembra quasi di conoscerti ) fosse più matura. La scrittura, ancora una volta, è scorrevole. La magia permea le pagine e la fastidiosa immaturità e ottusità delle due ragazze di Milani presenti nella prima parte del primo capitolo, è definitivamente sparita.

Certo, Siobhan è ancora un po’ autoreferenziale, ma del resto è una Prescelta, è lei la protagonista e va bene che sia così. Le sue incertezze sarebbero le nostre.

E poi, all’improvviso, nell’oro e nel nero in cui mi trovo, fremente di vita e di non-vita, la rivelazione mi coglie lasciandomi senza parole. Come ho potuto non capirlo prima? È così chiaro. (Siobhan)

Personalmente ho apprezzato molto l’inserimento di due figure nuove: uno è uno sfigato per antonomasia, figlio di un uomo di successo, si ritrova in un corpo che non lo aiuta ad affrontare la vita, un’asma che lo blocca e un perenne senso di inferiorità. Ha suscitato subito la mia simpatia, perché non si arrende, non sa come fare, ma vuole cogliere le opportunità, quindi, alla fine, non è un perdente come tutti pensano. Per sua fortuna questo non è solo un fantasy, è molte cose, tra cui anche un romanzo di formazione, e alla fine i suoi punti di forza, prevarranno su quelli deboli.

L’altra new entry era presente anche nel primo volume,

colui che ti aiuta senza neppure essere sicuro che tu esista davvero (la Fiamma)

sotto forma di rappresentazione saltuaria, ma qui facciamo la sua conoscenza. È l’affascinante e dannato leader di una rock band, famosa a livello mondiale. Eppure è il più fragile di tutti.

Ancora una volta l’autrice ambienta alcuni passaggi a Milano, ma l’ambiente che ci descrive, di milanese ha solo il nome. Niente Navigli, niente Duomo, niente Castello. Brera da Accademia delle Belle Arti si è trasformata in Accademia di tiro, Malpensa è una moderna Alcatraz… oppure il deserto che pervade tutto e non lascia nessuna speranza.

Come dicevo questo libro è molto più che un fantasy. Vuole anche essere una denuncia, vuole ricordare a tutti che dobbiamo amare il nostro pianeta e rispettarlo in tutte le sue forme, altrimenti rischiamo veramente di assistere alla sua distruzione. Non tra mille anni, forse nemmeno tra cento. È un argomento importante e delicato al tempo stesso, non era facile inserirlo in un fantasy, il rischio era quello di andare ‘fuori tema e risultare pedante o fastidioso, ma l’autrice se l’è cavata egregiamente, senza nulla togliere ala storia, amalgamando i vari aspetti in maniera fluida e naturale.

Siamo intelligenti, creativi, abili, geniali,sentimentali e in nome delle nostre potenzialità dobbiamo assumerci il compito di salvaguardare quanto ci è stato dato. Dobbiamo smetterla di essere padroni e sfruttatori e diventare anche guardiani, perché è il più forte che deve sapere quando tirarsi indietro, quando cambiare e mettersi in gioco sul serio. (Tyler)

Infine due parole sono da spendere per i finali – non – finali. In questo libro ci sono diverse storie che si aprono e si concludono, se questo è il volume della ricerca di se stessi, del proprio amore e di ciò che può salvare la Fiamma e quindi il multiverso, le varie Dimensioni, è anche vero che alcune ricerche non possono aver fine e quelle che hanno un termine, sono solo l’inizio.

Se volete info sull’autrice, questo è il suo sito.

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