Oltremondo – Petali di rosa e fili di ragnatela, Di Marta Leandra Mandelli

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Trama, dal sito dell’editore:

Siobhan vive una vita da favola: è bella, ricca, coccolata da una famiglia e da una città (Milano, ma non la Milano che noi conosciamo) dalle quali il male e la violenza sono bandite. Tuttavia, sogni ricorrenti e premonizioni di eventi catastrofici minano la sua serenità. Le cose peggiorano quando Siobhan scopre di condividere certe “sensazioni” con due amici, Rowan e Ian. Quando il primo amore, l’amore totale per Adrian, giunge come un fulmine a ciel sereno, l’evidenza di ciò che lei è veramente e di ciò che loro quattro sono in realtà, apre la coscienza a una nuova prospettiva: il loro mondo è solo uno dei tanti esistenti. La magia permea le Dimensioni e l’essere misterioso che li ha nascosti in un rifugio dorato, la Fiamma, li sta richiamando verso il loro luogo d’origine: Oltremondo. Il traditore Mareck, cui la Fiamma era stata affidata, detiene il potere e alimenta se stesso e le sue nefandezze rubandole energia vitale. Ma, ogni volta che Mareck si nutre, qualcuno, in un altro mondo, muore. La stessa struttura delle Dimensioni crollerà, quando la Fiamma verrà consumata. Per Siobhan, Rowan, Ian e Adrian inizia un’avventura meravigliosa e terribile: dovranno riappropriarsi delle loro identità, combattere per il proprio amore e scontrarsi con esseri che credevano appannaggio dei miti e delle fiabe, fino allo scontro finale.

Recensione

Il libro è il primo di tre. In Petali di rosa e fili di ragnatela conosciamo i protagonisti. Prima Siobhan e Rowan, compagne di scuole, di tiro con l’arco e migliori amiche, e poi Kenneth, Basil, Ian e Adrian. Un po’ per volta conosciamo il loro mondo: una Milano che potrebbe essere qualunque altra città.  A parte alcuni luoghi che hanno mantenuto il nome, come Via della Spiga o Brera, per il resto non è una città come quelle attuali, le regole sono diverse e la violenza desta scalpore perché ormai non esiste più. L’autrice si rifà ad alcune situazioni attuali (come Al Qaeda) per costruire un collegamento tra il lettore e il mondo che va a descrivere. Siobhan e Rowan vivono una vita più che agiata, non hanno problemi di sorta. Possono concentrarsi sugli allenamento di tiro con l’arco e sulla grande festa che daranno per il loro ventesimo compleanno.

Poco per volta nelle loro vite si presentano delle coincidenze, ma loro fanno di tutto per far finta di niente, come se non urlassero per attirare la loro attenzione. Anche gli avvertimenti che qualcuno scrive apposta con un’eclatante vernice rossa per Siobhan, vengono bellamente ignorati. Finché le due amiche e i loro fidanzati si vedono costretti, nel giro di qualche mezz’ora, ad accettare la realtà. Quando il “destino” non lascia loro speranza, finalmente decidono di crescere e provano a vedere la realtà, la loro realtà, per quello che è. Ma non possono pretendere di sapere tutto e subito: ogni cosa a tempo debito, e i nostri protagonisti si devono guadagnare le rivelazioni.

Così l’autrice ci porta da una Milano inverosimile (non poter uscire con un ragazzo prima dei 18 anni, per esempio), ma che comunque ha degli elementi a noi conosciuti (come la metropolitana), in un mondo nuovo, dove alcuni umani possono parlare con gli animali e la magia permea tutto. Un mondo, però, distrutto da Mareck, che non ha saputo accettare le regole, ha cercato di piegarle a suo piacimento per colmare la sua sete di potere. Si passa da un urban fantasy, al fantasy. Il tutto condito con una forte dose di romanticismo.

Il libro è ben scritto, il linguaggio è appropriato e l’autrice è attenta nelle descrizioni. Viene dato molto spazio alle emozioni e ai pensieri dei protagonisti, e questo ci aiuta a conoscerli meglio e direttamente. E’ un fantasy e una storia d’amore, gli elementi magici ci sono e sono ben mischiati con la realtà. L’uno non prevale a scapito dell’altro. Non ci sono colpi di scena, ma l’autrice sa guidarci alla scoperta di un nuovo mondo. Benché il racconto sia per lo più in prima persona, il lettore “vede” di più della protagonista, ma in questo caso, per quel che mi riguarda, il fascino della storia stava nel leggere come e quando ci sarebbe arrivata.

I protagonisti sono tutti giovani, belli e dotati di poteri (beati loro!), eppure vivono le incertezze della maggior parte dei ragazzi della loro età. Le insicurezze del primo amore, la voglia di fidarsi, ma la sensazione di essere soli e poter contare unicamente sulle proprie forze. Non mancano gli intrighi né gli scontri, ci sono scene romantiche e dimostrazioni di sincera amicizia.

Come ha detto l’autrice stessa, Oltremondo è un viaggio. E per farci stare in compagnia di Siobhan &co. ci sono altri due libri. Per quel che mi riguarda questa prima parte del viaggio è stata piacevole, vedremo le altre due.

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