Premessa per un addio di Gian Luca Favetto (NN editore)

premessa per un addio
premessa per un addio

 

Tommaso è in viaggio, in viaggio su un aereo diretto a New York. Fa il geografo, forse per questo segna le coordinate di ogni luogo in cui si trova. Pensa molto e sembra tanto solo, Tommaso. Lo incuriosiscono le persone, anche se a fatica qualcuno riesce a far breccia nel suo animo. Strano, per essere un antropologo che conosce così bene i popoli e la civiltà, non riuscire nelle relazioni sociali.

“Ogni uomo è una carta geografica” pensa.

Ma poco per volta il mistero sulla sua storia verrà fuori, in un flusso di pensieri e ricordi.

Ci sono molti personaggi che ruotano attorno a lui già soltanto lungo il tragitto dall’aeroporto alla casa che lo ospiterà nella grande mela: l’affascinante Alma, che si è sposata tre volte in vent’anni e per tre volte ha seppellito i mariti; il tassista Ricardi Lopez che si fa pagare più del dovuto per lasciarlo pure distante dalla sua destinazione; la famiglia di cinesi del laundrimat dove  Sonia gli ha lasciato le chiavi dell’appartamento, e ancora il vicino di casa, Mister J che lo aiuta a entrare in casa di Frank ma prima lo invita a farsi una canna. Distanti, migliaia di chilometri lontani, lo perseguitano i fantasmi della moglie,  della figlia con cui provare a comprendersi, un padre assente e una madre inesistente di cui però lui ha deciso di portare il cognome.

E soprattutto c’è lei, K. Cristina, la compagna di classe, la fidanzatina di Tommaso, la cui presenza aleggia come un fantasma e che rappresenta la vera ragione per cui lui, dopo tanto tempo, ha ancora una gran rabbia da smaltire.

Per vincere la rabbia e il vuoto che la rabbia crea, bisogna dimenticare, ha detto Sonia quando gli ha offerto la casa di Frank. E per dimenticare bisogna avere un rifugio dove assentarsi prima di ripartire. Il naufragio è fatto, bisogna trovare l’isola dove approdare. Manhattan è un’isola”

E a Manhattan Tommaso può ricominciare, essere se stesso perché è uno sconosciuto. Può ripartire da zero, può essere chiunque desideri e rinascere. Per farlo, però, deve affrontare le sue paure, i suoi diavoli, gli abbandoni e i traumi. Tommaso deve ripensare a se stesso e riconoscersi nel suo riflesso.

Ha bisogno di distanza e di tempo. E’ il tempo che manca, pensa. O piuttosto, quelli come lui mancano al tempo. Le persone che conosce, la maggior parte di chi frequenta manca al tempo, gli sembra. Mancare al tempo vuole dire perdere l’armonia e il ritmo creati dall’ambiente. Vuol dire che stoni, che sei stonato, pensa.

Finché appare nella storia un nuovo personaggio, che accompagna e guida Tommaso nel suo peregrinare in giro per New York. Un libro:

In giro per la città, ha sempre con sé il libro trovato sul comodino, Foreword for a Farewell, di Carlton McGill, [,,,] Nelle prime pagine è scritto che ogni uomo, ogni libro, ogni pensiero è un paese straniero. E che una vita non si riduce a un’altra vita, una vita è libera e plurale, e così pure l’altra vita lo è

Premessa per un addio è uno di quei romanzi che non puoi fare a meno di sottolineare. La malinconia di fondo, la rabbia, l’assenza, il viaggio geografico che poi è soprattutto interiore, sono rappresentati come specchi in cui ti riconosci per forza. La solitudine e la compagnia, l’Europa, l’America, l’Africa in un grande disegno sono tutte dentro questo romanzo. Insieme ai mostri e alla catarsi, necessaria e inevitabile.

 

Precedente Sempre più Vicino di Raul Montanari (Baldini & Castoldi) Successivo "Billy" di Einzlkind (Nottetempo)