Quando si fa sera

Quandosifasera

Descrizione:

Agnese è una professoressa di Storia dell’Arte; Filiberto è un marchese, produttore di vini. Lei abita in un’anonima villetta a schiera, lui in una grande dimora seicentesca. Lei non ha avuto in sorte un fisico avvenente, lui è un uomo dalla bellezza particolare. A stabilire il contatto è il cane Granpelo, poi interverranno diversi eventi imprevedibili. Tra i tanti, la scoperta di un’opera sconosciuta di Francesco Mochi e una lontana storia familiare, resa torbida da alcune morti sospette. Al termine del lungo viaggio compiuto insieme, Agnese e Filiberto decidono che non è ancora arrivato il momento di salutarsi.

Recensione:

Agnese riceve in eredità dal padre una casa. Un luogo pieno di oggetti, memoria, vite che l’hanno attraversata. E da quel momento nulla sarà più come prima.

Il romanzo, già dalle prime pagine, ha una struttura ben definita: è suddiviso in sette parti, ciascuna di tre capitoli da dieci pagine circa ognuno. Questa organizzazione chiara e regolare predispone già alla benevolenza: c’è studio, amore per l’opera e attenzione per il lettore nel fatto di aver inserito un sommario dettagliato. Tutta la trama, in verità, è ben ordita.

Dalla prima pagina, poi, si notano dettagli importanti: la cura per la scelta delle parole, le descrizioni alternate allo svolgimento della storia, le spiegazioni che fioriscono spontanee nella narrazione.

Il linguaggio è pulito, scorrevole e adeguato. Non ci sono refusi di rilievo e si nota l’interesse dell’autrice nel solleticare la fantasia del lettore ( ad es. “gli oggetti di Augusto Davini, detto Asso Pigliatutto, si erano rimpiccioliti, incastonati, sfondati l’uno dentro l’altro pur di guadagnare ciascuno un briciolo di spazio”, questa frase è deliziosa).

Lo stile armonico, la lettura godibile e il lessico originale ne fanno una perla di romanzo che consiglio sinceramente.

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