Scrittura e Scritture – intervista

Con questa intervista diamo il via a un altro spazio: quello per le Case Editrici. Quando possibile intervisteremo rappresentanti delle CE piccole e medie.

Iniziamo con la Scrittura e Scritture.

Questo è il loro sito

scrittura-e-scritture

Di seguito le risposte di Chantal ed Eliana Corrado, di Scrittura & Scritture

  1. Abbiamo letto sul vostro sito che pubblicate solo 10 titoli l’anno, non vi è mai capitato di avere così tanti bei libri da voler rompere la regola?

No, non ancora. Pubblicando quasi esclusivamente narrativa italiana, siamo molto selettive. Inoltre, supposto i buoni riscontri di vendita, miriamo anche a dare continuità agli scrittori già del nostro catalogo, senza fermarci alla loro prima opera ma continuare a pubblicare le altre. La scelta dei dieci titoli all’anno, poi, è dettata anche dal fatto di volere e poter seguire bene la fase successiva a quella della pubblicazione: la promozione, gli eventi, la visibilità. Siamo consapevoli di essere una casa editrice piccola, con un piccolo staff e con  non grandi risorse economiche (almeno non sempre), e quindi di avere dei limiti oggettivi rispetto ai grandi marchi, ma per ciò che scegliamo di pubblicare cerchiamo di non lasciare nulla di intentato. Crediamo, infine, che uno dei mali dell’editoria sia proprio la pubblicazione di troppi titoli all’anno, dato anche, anzi soprattutto, il basso indice di lettori che si registra in Italia.

 2. Tantissime CE organizzano o partecipano a vari concorsi, voi come vi ponete rispetto ai concorsi? 

L’organizzazione dei concorsi, se fatta seriamente e onestamente,  è impegnativa e al momento abbiamo accantonato l’idea. Chissà che in un futuro non vedrete qualche concorso da noi organizzato.

Partecipiamo con alcuni dei nostri titoli ad alcuni premi letterari per editi, scegliendoli tra quelli che a nostro avviso sembrano presentare maggiori garanzie di serietà… e di trasparenza

3. Sul vostro sito la modalità per sottoporre manoscritti è chiara, quante volte non viene rispettata da parte degli scrittori?

La modalità per sottoporci i manoscritti è cambiata da poco (prima chiedevamo solo il cartaceo, adesso invece chiediamo una sinossi e un paio di capitoli inviati via mail, e solo dopo, se di nostro interesse, richiediamo l’invio cartaceo dell’intero testo), ma, ora come prima, direi che nell’85% dei casi tale modalità non solo non viene rispettata, ma da parte di chi ci sottopone la sua opera non viene neanche dato uno sguardo alla tipologia di libri che pubblichiamo, al nostro catalogo, ai generi che prediligiamo. Inviano di tutto senza neanche darsi un criterio: da trattati di medicina e teologia, alle poesie.

4. Che genere di manoscritto vi piacerebbe ricevere e pubblicare?

Una saga familiare, possibilmente ambientata in Italia, con protagonisti italiani, che non occhieggi, o peggio, scimmiotti, lo stile americano, con una buona storia, un valido e ben narrato contesto storico e sociale. Costruita bene, senza buchi, lacune, personaggi lasciati per strada. E possibilmente che non sia di 2000 cartelle infarcite di nulla.

Ecco, questo è proprio ciò che da tempo ricerchiamo e che vorremmo.

5. C’è qualcosa che vorreste dire a chi ci legge, in particolare agli (aspiranti) scrittori in cerca di pubblicazione?

A chi ci legge, in generale, chiederemmo un po’ meno “snobismo” verso i libri degli scrittori e degli editori non o poco noti: non sempre, come spesso ed erroneamente si pensa, sono sinonimo di libri, editori e scrittori amatoriali, quanto, piuttosto, sono libri che hanno un contenuto valido e nei quali si rintraccia maggiore cura della lingua e del testo, e forse anche maggior rispetto per il lettore.

Agli aspiranti scrittori diremmo innanzitutto di essere prima di ogni cosa dei lettori, e non di sé stessi, e di avvicinarsi un po’ di più  ai libri di esordienti come un giorno, forse, lo saranno loro stessi. Di scegliere e di guardare bene tra i cataloghi di case editrici serie. Di stare lontani dalle case editrici a pagamento. In ultimo, la cosa più importante di tutte: di essere consapevoli che l’aver scritto un libro e l’essere riusciti a trovare un editore che crede e investe nella loro opera è la cosa più facile nel percorso che si sta per intraprendere. Il difficile, per tutti ma ancor di più per un esordiente, viene soprattutto dopo: bisogna avere del tempo da dedicare al post pubblicazione, tempo per tour di eventi, per spostamenti continui e spesso a breve distanza di tempo. Di non aspettarsi vendite da capogiro, di lasciarsi consigliare dall’editore o dal suo ufficio stampa. Se non si è disposti ad affrontare tutto questo, se si pensa che solo perché un libro è stato pubblicato venderà chissà quante copie da solo, allora è meglio pensarci sopra non una ma cento volte. Se poi si guarda alla pubblicazione come a qualcosa fatta solo per soddisfare una propria vanità, per appagare il proprio ego, allora meglio rivolgersi al Print on demand o alle case editrici a pagamento.

6. Se foste voi a intervistarvi, che domanda vi fareste? Che domande vi piace ricevere?

Spesso nelle interviste mancano domande attinenti alle difficoltà di una casa editrice piccola a far conoscere il proprio catalogo. Molto si parla, anche troppo, dell’editoria a pagamento, che è sicuramente un male, ma che resta uno dei mali, mentre poco si conosce, poco si parla, poco si chiede di tutto quello che viene dopo, dagli sbarramenti della distribuzione (e delle librerie) alla difficoltà di trovare spazi di visibilità, di avere un minimo di attenzione dalla stampa cartacea nazionale. Vorremmo inoltre che ci venissero fatte  domande da quei librai e da quei blog che troppo spesso sembrano concentrati solo sui marchi importanti. Insomma a noi piacciono le domande che tendono ad andare sotto il pelo dell’acqua, che permettono a chi legge di poter guardare dietro la facciata dell’editoria, ed entrare un po’ più dentro al meccanismo del come funziona (o non funziona) la grande macchina delle case editrici. Infine, se possiamo, vorremmo rivolgere un appello: guardatevi intorno, provate curiosità  verso altri editori, non fossilizzatevi o rifugiatevi sempre verso gli stessi, verso il già noto. Così come voi di Chili di libri avete dimostrato sensibilità e attenzione verso noi di Scrittura & Scritture dandoci un’ulteriore opportunità di dialogare con, e a mezzo, la vostra realtà.

 

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2 thoughts on “Scrittura e Scritture – intervista

  1. Grazie per aver segnalato questa piccola ma convincente editrice.
    Ottimo sito, ottimo catalogo, ottime le risposte alle domande dell’intervistatrice.
    Visitate il sito e date un’occhiata alle anteprime, ne vale la pena.
    Sposo appieno il concetto che gli autori, esordienti, emergenti o aspiranti tali, dovrebbero impegnarsi a leggersi (e acquistarsi) tra loro, come fatto di crescita personale, di confronto e, soprattutto, di sostegno.
    Io, nel mio piccolo, da grande lettore onnivoro, lo faccio. (come lo fanno le padrone di casa di questo blog ;-)
    Purtroppo, detto in generale, siamo un popolo di lettori da libro di Natale o da ‘sfumature di grigio’, (tralasciando Potter e Camilleri) e ci pesa cercare nei bassifondi autori pregevoli che spesso, ripeto purtroppo, trovano collocazione più nel dimenticatoio dei magazzini delle piccole editrici che nei nostri scaffali.
    In bocca al lupo a Scrittura&Scritture allora, e a tutti gli autori che ha la forza e il coraggio di pubblicare.

    • chilidilibri il said:

      grazie per averci lasciato un messaggio, che condividiamo in pieno.

      Di case editrici piccole e valide ce ne sono; molte più di quanto si pensi. Ne stiamo scoprendo un po’ per volta di veramente valide.
      Col tempo speriamo di riuscire a dare spazio anche alle altre! :-)
      A presto!

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