“Shinigami & Cupcake” di Francesca Angelinelli

Shinigami & Cupcake
Shinigami & Cupcake
“Shinigami & Cupcake”

Recensione di Emanuela Navone

L’urban fantasy si tinge di orientale e di… dolce.
Ho scelto di leggere e recensire questo romanzo della Angelinelli perché mi ha incuriosita da subito.
l’accostamento tra il fantasy e il gustoso (sì, non avrei altri aggettivi) mondo dei dolci.
L’ambientazione nipponica ha contribuito alla decisione finale.
Da sempre sommersa di urban fantasy che sembrano scritti con lo stampino e tutti ambientati tra le vie di New York o altre città americane e dove si la lotta tra Bene e Male è dominata da vampiri, licantropi, demoni e quant’altro, e dove l’incontro amoroso con il soprannaturale avviene nelle aule dei college, il romanzo della Angelinelli è stata una boccata di ossigeno. O, per meglio dire, una ventata di aria fresca.

Certo, l’anima è sempre quella: l’incontro tra il quotidiano e l’assurdo che proietta il protagonista (o la protagonista) in un mondo che non conosce, pur vivendoci (è questa la differenza tra urban
fantasy e il fantasy “classico” alla Tolkien, per intenderci).
Tuttavia l’autrice, grazie alla sua passione per il fantasy orientale, è riuscita a imbastire un prodotto nuovo e originale, che si discosta dalla massa di romanzi di questo genere.

La Trama.

Minami è una pasticcera che vede i fantasmi – ed è una cosa così naturale e ordinaria da far
sorridere. Shin è il vicino di casa bello e antipatico, che di notte passeggia per le strade di Tokyo
con il compito di spedire nell’aldilà le anime dei morti. Egli, infatti, è uno Shinigami: un angelo
della morte.
Il legame tra Minami è Shin, ovviamente, non cade nella banalità: non è attrazione fisica quella che li unisce o, per meglio dire, non è solo questo. Minami è una medium e la sua essenza ha attirato lo sguardo di creature malvagie il cui scopo è portare l’inferno sulla terra… servendosi proprio delle medium. Il modo non ve lo dico per non rovinare la curiosità.
Tra ricette di cupcake e viaggi per i quartieri di Tokyo, il tempo stringe e l’ombra che si allunga su
Minami è sempre più nera…

Shinigami & Cupcake
Shinigami & Cupcake
Quello che ho apprezzato di più del romanzo della Angelinelli è l’ambientazione.

Sarà, ma quando io leggo un libro, voglio immergermi completamente tra le pagine– e uso
l’avverbio non a casaccio. Voglio toccare, sentire, udire… insomma, voglio usare i cinque sensi,
sennò che ci stanno a fare?
Per questi motivi sono pignola, e storie con poca ambientazione, seppur magistralmente scritte, non mi convincono. Mi sembra manchi qualcosa.Leggere un libro ambientato in una città lontana come Tokyo mi ha fatto scattare immediatamente la voglia di sapere di più: come si vive? Cosa si mangia? Quali sono le usanze? E se a queste domande è l’autore a rispondere (certo, evitando lunghi e farraginosi infodumps), posso concludere la lettura con la voglia soddisfatta.
Sono stata fortunata: in Shinigami & Cupcake lʼambientazione c’è tutta.
Dirò di più: nelle numerose note che si susseguono, l’autrice ci svela anche curiosità e dettagli sul mondo giapponese, dando anche l’impressione che adora ciò di cui ha scritto – e che non lo ha fatto solo per differenziarsi dalla massa.
La scrittura scorre e il modo ironico di rapportarsi con quello che accade della protagonista – che, salvo alcuni casi, è la voce narrante principale – mi ha ricordato gli scambi di battute dei manga che leggevo da ragazzina. In effetti Shinigami & Cupcake è un piccolo manga… scritto e non illustrato.
Che dire, allora?
Il romanzo mi è piaciuto e sono stata contenta di aver trascorso qualche giorno in Giappone –
seppur solo virtualmente. Anche se i fantasmi mi hanno fatto un po’ paura.

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