Storia di Lisandro un racconto di Miguel de Cervantes (collana Giro del Mondo CartaCanta Editore)

Elicio ed Erastro, due giovani pastori delle rive del Tago, il nobile fiume che circonda la città di Toledo, antica capitale di Castiglia, un giorno durante la canicola si in contrarono e seduti all’ombra di una grande quercia, decisero di lasciar pascolare insieme i rispettivi greggi  di intonare insieme, una strofa per uno, un canto per lodare la divina bellezza e le virtù di Galatea, la pastorella di cui “entrambi” erano innamorati, finché…”

Così comincia questo racconto dall’atmosfera bucolica che presto si trasforma in inseguimento con omicidio. E proprio a capo di quest’omicidio i due pastori desiderano a tutti i costi venire a capo.

Da qui inizia quindi un racconto nel racconto, fra scambi di persona, vendette, fraintendimenti e amori non corrisposti come avranno culmine poetico in Shakespeare.

Questo quadro cupo e degenerato nell’uccisione di uno dei due innamorati potrebbe essere un ideale epilogo per l’incipit dei due pastorelli innamorati della stessa ragazza. Come un ipotetica fine, come una predizione.

“Giunto così il giorno che io credetti il più felice della mia vita, lasciando detto a Carino non quel che fece, ma quel che avrebbe dovuto fare, mi diressi all’altro villaggio per preparare l’arrivo di Leonida. Ma lasciarla nelle mani di Carino fu come consegnare l’indifesa pecorella a dei lupi famelici, o la tenera colomba alle grinfie feroci del falco, perché la facesse a brandelli.”

 

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