Tatuaggi color pelle – di Simone Giraudi

Tatuaggi color pelle

di Simone Giraudi

Leucotea Edizioni

 

Dal sito dell’editore

Francesco e Ambra sono l’epitome della coppia perfetta.
Costretti alla lontananza per qualche tempo a causa del lavoro di lei, Francesco scopre nascosto nel bagno un astuccio di pelle nera contenente una strana polvere, che il ragazzo associa a una qualche nuova droga sintetica.
Inizia un viaggio alla ricerca di risposte, che lo porterà a dubitare della sincerità della sua compagna mettendo in discussione quella che pensava fosse una relazione perfetta. Scoprirà che la strana sostanza arriva da un nuovo locale, nel quale un misterioso essere chiamato L’Angelo aiuta le persone a superare il proprio dolore.

Recensione

Il libro inizia con la descrizione di Francesco che si precipita sulle scale, consapevole del proprio ritardo per il suo appuntamento quotidiano su Skype con Ambra, la sua ragazza, al momento a Miami per lavoro.

Giraudi ci descrive minuziosamente questi attimi concitati, e lo fa coinvolgendoci da subito. Non si perde in inutili giri di parole, ma nemmeno tralascia particolari. Riesca a essere preciso, quasi pignolo, senza annoiare, calibrando bene descrizioni, stati d’animo, pensieri e azione. Fa così per tutto il libro, la cui trama si svolge nell’arco di poche ore. È una capacità non comune, la sua, quella di essere minuzioso eppure riuscire a lasciar spazio alla fantasia del lettore. Possiamo immaginarci Francesco come se lo conoscessimo, e non solo fisicamente, anche di carattere, la sua ansia, la sua timidezza, il suo considerarsi brutto, in contrapposizione ad Ambra, bella senza nessuna fatica. Il suo opposto, in tutto. Due persone che si sono incontrate per caso e che non si sono più lasciate: lui ha salvato lei dall’essere assalita durante una manifestazione, ma lei lo ha salvato da una vita triste e grigia, all’ombra dello spettro di una madre tossicodipendente.

Spettro che si ripresenta prepotentemente quando meno se lo aspetta, e Francesco lo dovrà affrontare, per poi scoprire che è altro. Forse anche peggio. Che cosa nasconde Ambra? Perché non gliene ha parlato. Lui che la conosce così bene, sensibile a ogni variazione di umore e di tono, come ha fatto a non percepire, a non comprendere, a non vedere niente?

Le risposte sono in un Happily Ever After (e vissero felici e contenti) quantomeno particolare. Una realtà che ha origini lontane, qualcosa di inaspettato, eppure reale. Il dolore si può toccare con mano? Quanto ci piacerebbe estirparlo dal nostro corpo per poterlo buttare, o tenere da qualche parte al sicuro, per poterlo contemplare e ricordarci quanto abbiamo sofferto, quanto siamo stati mali, e per fortuna che è tutto passato.

Che cosa ne faremmo noi di quel dolore? Ne vorremmo parlare con gli altri, condividerlo, una volta espulso da noi? Se non influenzasse più le nostre azioni, il nostro modo di vedere il mondo, lo terremmo a memento o lo butteremmo?

La storia di Francesco e Ambra è una storia d’amore, ma l’autore ha scelto di raccontarci il dolore di Francesco, limitato nel tempo, e di farcelo sentire sulla pelle. Come i tatuaggi color pelle, quelli che ci segnano, ma che non si vedono subito, non da lontano. Quelli che devi essere vicino per scorgerne bene il disegno, la trama, i dettagli.

Daniela

 

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