In Un paese lontano (racconto di Jack London, collana Giro Del Mondo CartaCanta Editore)

“Quando un uomo di reca in un paese lontano, deve essere preparato a dimenticare molte delle cose che ha appreso, e ad acquistare le abitudini che meglio si confanno con l’esistenza nella nuova terra”

L’incipit del racconto ci palesa immediatamente l’argomento portante di tutta la narrazione: la capacità di adattamento nella difficoltà non è per tutti. Un gruppo di cercatori d’oro, avvezzi agli ostacoli del viaggio, all’ostilità dei luoghi e alle intemperie si accingono ad affrontare grandi difficoltà. Tutti tranne due: Weatherbee e Cuthfert, che al viaggio sono approdati per ragioni diverse. Un contabile e un intellettuale, che viaggiano più per svago che per superare i propri limiti. E sottovalutare le loro capacità sarà la ragione dell’ineluttabile fine che li attende. Sono artefici del proprio destino, l’inedia li condanna al baratro della perdizione, fino a che si riscopriranno uno contro l’altro in una battaglia all’ultimo fantasma. Il tempo non li assiste, li sfinisce con buio, neve, ghiaccio e silenzio.

“Una strana tenerezza li invase. Si sentirono irresistibilmente attratti l’uno verso l’altro. Il sole tornava. Sarebbe stato con loro l’indomani e il giorno seguente e quello ancora successivo. E si sarebbe fermato di più a ogni visita, e in un tempo prossimo si sarebbe aggirato nel loro cielo giorno e notte, senza scendere una volta sotto l’orizzonte. Non più la notte. L’inverno bloccato di ghiaccio si sarebbe spezzato…”

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