Benedizione – Kent Haruf (NNE)

Benedizione

di Kent Haruf

Edizioni NNE

Traduzione di Fabio Cremonesi

Dal sito dell’editore

Nella cittadina di Holt, in Colorado, Dad Lewis affronta la sua ultima estate: la moglie Mary e la figlia Lorraine gli sono amorevolmente accanto, mentre gli amici si alternano nel dare omaggio a una figura rispettata della comunità.
Ma nel passato di Dad si nascondono fantasmi: il figlio Frank, che è fuggito di casa per mai più tornare, e il commesso del negozio di ferramenta, che aveva tradito la sua fiducia. Nella casa accanto, una ragazzina orfana viene a vivere dalla nonna, e in paese arriva il reverendo Lyle, che predica con passione la verità e la non violenza e porta con sé un segreto. Nella piccola e solida comunità abituata a espellere da sé tutto ciò che non è conforme, Dad non sarà l’unico a dover fare i conti con la vera natura del rimpianto, della vergogna, della dignità e dell’amore.
Kent Haruf affronta i temi delle relazioni umane e delle scelte morali estreme con delicatezza, senza mai alzare la voce, intrattenendo una conversazione intima con il lettore che ha il tocco della poesia.

Recensione

Ho attraversato tre fasi nel leggere questo libro.

Durante la prima mi è piaciuto, l’ho trovato scorrevole, interessante, in attesa che succedesse qualcosa.

La seconda parte mi ha un po’ annoiata. Aspettavo che succedesse qualcosa, che ci fosse uno scombussolamento che tardava ad arrivare.

E poi la terza parte me la sono goduta. Come Dad Lewis che guarda fuori dalla finestra. Tranquilla, pacata, senza attese. Mi sono goduta la lettura, Kent Haruf che scrive. Ho smesso di pensare alla storia, non mi interessava, mi piaceva lo stile asciutto, lento e costante. Alcuni (inutili?) dettagli rallentavano il ritmo, facendomi sentire l’atmosfera estiva in Colorado, in una cittadina tranquilla, dove il tempo scorre lento. Ed è successa la magia. Le storie mi hanno appassionata, mi hanno coinvolta. Mi ci sono immersa placidamente e mi sono lasciata cullare dalle immagini, dai dialoghi, dalle loro voci.

Una vita che sta per finire, il protagonista che rivive la sua vita e i suoi sbagli. I suoi errori, quelli che sul momento sembravano la cosa migliore da fare, ma che hanno avuto conseguenze tragiche.

Un uomo che ha allontanato il figlio, incapace di accettarlo per quello che è, ma che scopre di amarlo ancora e che gli manca. Lo vorrebbe rivedere, un’ultima volta, ma sa che non succederà. Lo ha ferito troppe volte e in maniera troppo profonda per essere perdonato. E allora non gli resta che perdonare se stesso, ma non è facile. Ripercorrere la propria vita con quanta più onestà e obiettività possibile.

Kent Haruf ci parla anche di comunità. Di una cittadina piccola, fuori dal tempo, dove tutti si conoscono e si giudicano di continuo. Parla della vita: in particolare, almeno in questo libro, della morte e delle difficoltà di relazione con gli altri. Dell’incomunicabilità. E lo fa coi suoi dialoghi essenziali. Con le descrizioni minuziose delle azioni.

È sempre così difficile coi figli? E perché c’è tutto questo odio, questo voler criticare e sminuire, accanirsi, quesa invidia, quesa cattiveria? Perché smettiamo di cercare di capirci e di comunicare? Per arrivare in punto di morte a dire che ci vogliamo bene?

Quello che descrive Haruf è quello che vediamo tutti i giorni, che viviamo.

E lo fa con uno stile asciutto.

Bravo il traduttore, Fabio Cremonesi, che ammette di avere avuto difficoltà a rendere questa sobrietà. Be’, credo ci sia riuscito, Il testo risulta asciutto, senza inutili orpelli.

Ammetto di essermi anche commossa, verso la fine. 

Dad Lewis ha un carattere ruvido, eppure è stato un buon marito, la moglie lo ha amato e lo ama ancora, dopo più di cinquant’anni.

È uno di quei libri da godere, da assaporare. Non è una storia avvincente, non nel senso dei colpi di scena, dei cliffhanger o simili. Ma una volta iniziata, difficile lasciarla lì.

Promemoria per me stessa: il prossimo libro di Haruf lo leggerò da solo, senza avere, come sempre, altri due o tre libri in lettura. Merita tutta la mia attenzione, completa ed esclusiva!

Daniela

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