Blogtour “Heimaey” di Ian Manook, Fazi editore

Benvenuti alla 4° tappa del blogtour dedicato a “Heimaey” di Ian Manook, edito da Fazi nella collana Darkside.

Alcuni luoghi del libro con sottofondo musicale… ad hoc!

Abbiamo scelto le ambientazioni, perché l’Islanda ha un fascino tutto suo e per rendere meglio l’atmosfere vi parleremo anche di alcune leggende legate a quella terra.

L’Islanda è il paese dei contrasti: freddo, freddissimo, ma con fenomeni come i geyser, che sputano acqua bollente dal terreno. Un’isola con numerosi vulcani in attività e ghiacciai estesi. Lava e ghiaccio convivono fianco a fianco.

Un paese incredibile, affascinante, ventoso e spoglio, con panorami mozzafiato.

Non potevamo parlare di tutti i luoghi citati nel libro, di tutte le tappe dei protagonisti, per cui ne abbiamo scelte alcune, che abbiamo condensato nel video.

Si vedono le solfatare: è da lì che inizia il libro, col ritrovamento di un cadavere. Che cosa sono? Sono dei luoghi presso vulcani spenti in cui vi è una forte emissione di gas a base sulfurea. Si creano spesso delle bolle che poi esplodono.

Alcune sono impressionanti: pozze di roccia fusa ribollono in un paesaggio dove prevalgono le tinte del giallo e del rosso, l’aria è impregnata da vapore sulfureo e in alcuni punti si possono notare piccoli geyser. In particolare leggenda narra che Namaskard sia la cucina del diavolo, la cui la moglie è sempre intenta a cucinare manicaretti per lui.

Ci sono anche terme e geyser. Le terme sono naturali, in alcuni casi bisogna stare attenti a non scottarsi, perché l’acqua può essere molto calda, per via della perenne attività vulcanica. Beckie e Soulniz si bagnano dentro Laguna Blu, forse la più famosa e frequentata dell’isola.

A Dettifoss si trova la più imponente cascata d’Europa. Perché le cascate in Islanda non possono certo mancare! Non è particolarmente alta, “solo” 45 metri, ma è impressionante e imponente perché ha un fronte molto ampio.

E poi, alla fine, Heimaey: l’isola dove tutto è cominciato e dove tutto finirà.

Un’isola con una storia recente di sofferenza, vittima di numerose eruzioni. L’ultima nel 1973, avvenimento centrale nel libro: “ricoprì tutto il villaggio di lava. La popolazione venne evacuata e portata sull’isola d’Islanda durante una tragica notte. L’eruzione finì in giugno e solo allora gli abitanti poterono tornare. Le abitazioni in parte sepolte sono visibili lungo il margine della colata e in alcune zone si può percepire ancora il calore provenire dalla terra sottostante.”

Come accennato all’inizio non si può parlare d’Islanda né, tantomeno, di questo libro, senza fare cenno alle leggende.

Avete ascoltato la musica del video? Non vi è sembrata strana? Che cosa c’entra? Ebbene, quello è il krummavísur: canzone della tradizione islandese, è un canto funebre che parla di corvi, animale che nel libro ha una suo ruolo specifico.

Infine come non citare i necropant? La leggenda narra che se un uomo indossa la pelle di un altro uomo morto, tagliata dalla cinta in giù, ne assorbirà la forza. Se poi ci mette dentro anche una moneta, diventerà ricco. Perché il rituale (Nábrók) funzioni però il morto deve aver dato il proprio consenso in vita. In realtà di questa tradizione è rimasta una sola traccia, un solo necropant esposto presso il museo islandese di magia a Hólmavík.

Daniela

Precedente La naneide - di Roan Johnson (Mondadori) Successivo L'ammazzatoio - Émile Zola