Blogtour: Il sogno – di Franck Thilliez

Buongiorno cari lettori e benvenuti all’ultima tappa del libro di Franck Thilliez, edito in Italia da Fazi.

Se avete seguito le tappe precedenti, vi siete già fatti un’idea del libro, di che cosa parla, della protagonista. Sapete che soffre di narcolessia e cataplessia: la prima la costringe a fare dei “pisolini” durante il giorno. Si cura con un farmaco che ha come controindicazione la perdita di memoria. Finora di quella fino ai suoi tredici anni, ma un po’ per volta il farmaco si prende i suoi ricordi più recenti. Abigael non fa sempre più fatica a distinguere i sogni dalla realtà; i trucchi che usava per distinguere i due vissuti, non sempre funzionano, ne deve adottare di nuovi, più dolorosi e indelebili.

I suoi sogni spesso l’aiutano, fornendole indizi che il suo cervello ha registrato e che durante il sonno rielabora, ma altre volte sono veri e propri incubi.

Come si può vivere una vita serena se non si distingue ciò che è vero da ciò che è fantasia? Come può Abigael fidarsi di se stessa, se lei stessa si inganna?

Se la storia di Abigael fosse un quadro, sarebbe uno di Beksinski, il pittore che dipingeva gli incubi

Come si fa a vivere senza discernere sogno e realtà? Come si può voler dormire, riposare, se si sa che ogni volta ci saranno incubi? Sarebbe un incubo perenne, senza fine. Abigael, per fortuna, ha risorse che le permettono di andare avanti, di non demordere, e sa che può fidarsi di se stessa, anche se non sembra. Molti intorno a lei mettono in dubbio le sue capacità, la sua lucidità, ma lei sa che i sogni sanno anche essere suoi amici.

È un tema affascinante questo dei sogni. Quanti scrittori e pittori ne hanno parlato, li hanno rappresentati? È affascinante ciò che produce il nostro cervello quando noi non lo controlliamo, quando lo lasciamo andare a briglia sciolta.

Senza scomodare Freud, che pure viene citato nel libro, mentre lo leggevo continuavo a pensare ai quadri, di Dalì, di Beksinski, il famosissimo “Sonno della ragione che genera mostri” che sì, certo, si riferisce ad altro, ma che è comunque pertinente col libro.

Un thriller che è anche un horror, perché che cosa saremmo se non potessimo dormire? Il sonno è vitale, per la nostra sanità mentale, il nostro equilibrio emotivo e per vivere. Privati del sonno moriremmo.

Franck Thilliez anche in questo romanzo ci racconta una storia dentro una storia dentro una storia e anche noi, come Abigael, vediamo un po’ sfocato, fumoso, fatichiamo a distinguere sogno e realtà. Vorremmo fidarci di lei, ma possiamo? E che cosa sappiamo che lei non sappia? È tutto vero o ce lo siamo immaginato?

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