Canone inverso – di Paolo Maurensig

CANONE INVERSO

di Paolo Maurensig

Libri Mondadori

Dal sito dell’editore:

Uno scrittore, appassionato musicofilo, incontra a Vienna
Jenö Varga, un violinista ambulante in grado di suonare
con meravigliosa naturalezza la complicatissima Ciaccona
di Bach. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si
è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che
avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri
del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua
vita? Paolo Maurensig costruisce magistralmente un’avventura
in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono
puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro
tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali
e la ferocia della storia di questo secolo.

Recensione

Indugiando ancora tra i romanzi di narrativa italiana, un  libro, che mi ha appassionato al punto tale da lasciarmi  discutere del finale con le mie figlie per  quasi un paio di giorni è proprio “ Canone Inverso”.

Passione per la musica, amore, eternità, vite incrociate, destini interrotti…l’autore ha saputo trasmettere tra le sue pagine questo e molto altro.

Il romanzo si apre con un primo flash back, un giovane scrittore racconta del suo incontro a Vienna con un esuberante, eccentrico, nonché eccellente violinista ambulante. L’incontro destabilizza al punto tale il nostro autore che lo induce a vagare per i quartieri della città cercando ulteriori notizie su quell’artista di strada che tanto lo aveva colpito. La sua ricerca sortisce gli effetti sperati e, durante una lunga giornata, seduti al tavolino di un bar, inizia la seconda analessi con la narrazione  del violinista, che afferma di chiamarsi Jenő Varga.

A questo punto il lettore entra nella vita dell’artista, rapito dalle sue parole, dalla sua passione/ossessione per la musica, che seduce e non abbandona mai la mente di chi legge. Le pagine scorrono veloci in un turbinio di emozioni forti partendo dall’infanzia nella casa della madre vedova, all’adolescenza nel Collegium Musicum, sempre alla ricerca della perfezione nella musica e tentando di raggiungere l’amata violinista Sophie Hirschbaum. In collegio Jenő conosce Kuno Blau, un aristocratico austriaco dalle grandissime doti musicali, anch’egli con la passione del violino.

Terminati gli studi, Jenő si trasferisce al castello dell’amico, dove viene a conoscenza della leggenda di un membro della casata Blau, l’alchimista Gustav, e da qui in poi il racconto s’infittisce di mistero e magia, dove il suono diventa quasi palpabile e tangibile.

Ma nel libro vi ritroviamo anche temi forti come quelli della tragedia dei campi di concentramento, della guerra, il dolore per la perdita dei cari, e poi, ancora, il valore dell’amicizia, che supera, comunque, difficoltà, malattia e morte.

Maurensig, a mio avviso, con grande maestria, sparpaglia tasselli di un puzzle che il lettore deve ricomporre con una certa difficoltà, nel corso dell’intera narrazione generando grande suspance e inevitabile curiosità, fino d un epilogo di grande impatto!

La mescolanza di emozioni così forti e così diverse tra loro è la parte che mi ha attratta di più e che mi ha spinto a parlarvi di questo romanzo così fortemente intenso.

Dal testo è stato tratto il film  omonimo del 2000 diretto da Ricky Tognazzi.

Buona lettura!

Mariarosaria

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