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“Come una storia d’amore” – di Nadia Terranova (Perrone editore)

“Come una storia d’amore”,
Nadia Terranova,
GIulio Perrone 2020

A febbraio 2020 Giulio Perrone editore ha dato alle stampe il nuovo libro di Nadia Terranova, “Come una storia d’amore”. Due mesi dopo, in piena quarantena, ha lanciato una promozione molto interessante: il primo pugno di persone che lo avessero acquistato lo avrebbe ricevuto a casa autografato dall’autrice. Non so se la promozione sia ancora attiva, ma si può sempre chiedere a loro.

Punti di forza

Non si giudica un libro dalla copertina; personalmente, non lo faccio mai. Devo dire però che Maurizio Ceccato non è un art director che si sceglie così a caso e la sua versatilità si conferma vincente nella scelta di far avvolgere “Come una storia d’amore” da fronde delicate. Trovo questa copertina affascinante come un’icona giapponese e leggera come una shoji, una porta a scorrimento nipponica: una promessa di spiritualità che si adatta perfettamente alla personalità e alla scrittura di Nadia Terranova. Si compra il libro e si ha già la sensazione di avere tra le mani qualcosa di fragile e prezioso.

“Esiste davvero, poi, il dolore degli altri? O registriamo la sua presenza solo quando per semplice casualità sfiora e amplifica il nostro?”

Di cosa si tratta? È un inanellamento di piccole storie che parlano di felicità: cercata, persa, raggiunta, immaginata. Sono fragilità affastellate, monche, a pizzichi; dimensioni che tutti i personaggi cercano di riempire, in qualche modo. Ci sono solitudini da chiamare per nome per poterle padroneggiare, aloni di nostalgia e di insofferenza che premono la sera di Natale. Le scene fotografate dalla penna di Nadia Terranova in giro per R. – una Roma dentro la Roma ufficiale, una Roma quartierone, intimo e del tutto personale – incantano e commuovono. Fanno quasi venire voglia di partire per verificare se la lavanderia della dolce Nilima esiste veramente, o di cercare la madonnina di via della Devozione.

“La felicità esiste, ma non so se ci abiterei”

Però, però, però…

L’unico difetto che riesco a trovare a questo libricino è nella sua brevità. Avendo ancora fresca in mente la lettura di “Addio fantasmi” ho impiegato del tempo per accorgermi che, contrariamente al titolo, la storia d’amore non è una sola, o meglio è composta da tante storie d’amore che ne rappresentano tante sfaccettature. L’ho realizzato verso il secondo o terzo racconto, con il cambio di persona narrante, e ho subito sentito nostalgia di una narrazione unica e corposa. Leggevo e pensavo Ancora, ne vorrei sapere ancora su questo personaggio, Portami ancora a spasso in questo quartiere per favore. Parlami ancora di questa solitudine.

Per chi non conoscesse ancora l’autrice, questo libro è un ottimo modo per avvicinarsi alla sua scrittura intensa e malinconica e apprezzarne lo sguardo avvolgente.

Cristina Mosca