Da qualche parte starò fermo ad aspettare te – Lorenza Stroppa (Mondadori)

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te
Lorenza Stroppa
Mondadori

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te è il verso finale di una poesia di Walt Whitman. La poesia è la stessa del “barbarico Yawp sui tetti del mondo”, a noi nota soprattutto grazie al film L’attimo fuggente, ma che qui viene ripresa in maniera diversa.

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te è un libro che parla di dolore, di perdita e di rinuncia. Di cambiamento e di accettazione.

Diego e Giulia non si conoscono. Lei schiva, non ama uscire, ha subìto una perdita e non ha più voglia di mettersi in gioco. Lui colleziona avventure, si diverte senza impegnarsi.

Affrontano le storie e le relazioni in maniera diversa, opposta, ma la realtà è che entrambi non vogliono mettersi in gioco, anche se i motivi alla base sono diversi.

Lei è una pittrice: per lei i colori hanno vita, sono molto più che un insieme di pigmenti e hanno un significato particolare. E alle persone associa un colore. L’unico colore che non usa più nei suoi quadri è il rosso.

Ho sempre amato pasticciare con i colori, è una specie di alchimia. I colori hanno un linguaggio segreto, un modo per comunicare che va al di là della percezione visiva. Indicano una via, segnalano un pericolo.

[…]

Se sapessi far reagire le persone come i colori sarebbe tutto più facile. Invece la comunicazione non è mai stata il mio forte, le mie emozioni sono come i colori nei gusci delle conchiglie, giù nelle profondità marine: un indizio di vivacità rimasto nascosto nell’ombra.

Lui è un editor e ama le parole, le colleziona, ma a differenza delle donne le parole se le coccola e le porta con sé.

Lui trova un’agenda per terra, la raccoglie e la sfoglia, e quella donna lì, quella che emerge dalle pagine, lo colpisce. Decide così di conoscerla.

Un po’ per volta entrano in sintonia, in armonia. Non vorrebbero, preferirebbero mantenere le distanze, ma per entrambi l’attrazione è troppo forte.

Un libro ambientato a Venezia, che ci porta in giro per la città, nella parte non frequentata dai turisti; ci vengono raccontati alcuni aneddoti, ci viene presentata una città inedita, diversa da quella da cartolina. Una Venezia protagonista, tanto quanto Rita e Teresa, le amiche irrinunciabili di Giulia, o Franck, il migliore amico di Diego.

Il dolore e i quadri sono gli altri protagonisti. C’è una scena, nelle ultimissime pagine, in cui i quadri disegnati da Giulia sembra di vederli attraverso le righe, sono vivi, reali.

Entrambi devono fare delle scelte, devono scardinare le proprie abitudine per andare avanti, e non è per nulla semplice o scontato.

Perché nella quotidianità è così facile appigliarsi a scuse, anche alla più piccola, per evitare di combattere i propri demoni.

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te, secondo me, parte un po’ piano, quasi in sordina, per poi rivelarsi molto meglio di quanto prometta nelle prime pagine. E per fortuna che il finale mantiene le aspettative, temevo un finale scontato, e invece no. Una bella scelta di colore!

ringraziamo l’autrice per la copia digitale