Dallo stesso ventre – di Alessandro Cirigliano (Il seme bianco)

Dallo stesso ventre

di Alessandro Cirigliano

Il seme bianco

Dal sito dell’editore

Sarah giace stesa sul pavimento, madida di sudore. Ha ventisette anni e dalla nebbia dei pensieri emerge suo fratello Lorenzo, che le è sempre stato accanto da quando, in giovane età, un dramma familiare li costringe a cavarsela da soli. Le loro esistenze si intrecciano fra tenere memorie del passato e assaggi di serena quotidianità, ognuno alla ricerca di un modo per alleggerirsi di quel peso. Lorenzo accetta un lavoro a Singapore, Sarah invece canta jazz, ed è l’unica cosa che la accende di passione. Per il resto, lascia che gli anni decidano per lei quale vita vivere. Senza far rumore, accontentandosi di ciò che arriva persino nell’amore.

Finché un nuovo incontro manda in crisi ogni certezza. Deve solo avere coraggio, adesso ha finalmente un futuro da scegliere. Ma prima, un’ambulanza da chiamare.

Un romanzo insieme dolce e crudele, un inno alla vita per come dovrebbe essere. E per come la realtà decide che sia.

Recensione

A volte è difficile lasciarsi andare e darsi il permesso di essere felici.

Sara e Lorenzo hanno perso tragicamente i genitori, troppo presto. Lui si è preso cura di lei, ha fatto del suo meglio. Lei ha cercato di essere una brava sorella, una brava ragazza e poi una brava persona.

Facciamo la sua conoscenza mentre è in cucina, con una ferita al fianco, che lei cerca di tamponare con dei canovacci.

Rosso. Il colore denso che si vide sui polpastrelli. 

Roba di un attimo, un solo istante di debole coraggio che Sara sfruttò per distogliere lo sguardo dal soffitto e lanciare un’occhiata rapida alla mano. “La paura è un’emozione primaria”, aveva letto. Ma si esaurisce nell’istinto di sopravvivenza. 

L’autore inizia così, presentandoci Sara nel suo momento più difficile. Qualcuno l’ha accoltellata e non sappiamo chi sia stato. E poi ripercorre la vita dei due fratelli.

Alla tragica perdita dei genitori seguono anni di difficoltà, durante i quali, per loro fortuna, sono sostenuti da una famiglia loro amica. E da Roberto, il figlio nonché amico fraterno di Lorenzo. La loro presenza costante e il lavoro che riescono a procurare a Lorenzo, saranno determinanti per la storia e per il suo evolversi.

Sara cresce, diventa molto bella e talentuosa. Si esibisce in un locale simil-jazz, non ha grandi pretese né velleità. Cerca di restare a galla, di essere quanto più serena possibile seguendo i principi, i valori insegnateli dai genitori. Lorenzo adesso è lontano, dall’altra parte del mondo per lavoro, ma sempre presente, a modo suo. Il pensiero di Sara, lì, stesa a terra sanguinante, corre a lui, al fratello. E anche in un momento cruciale, tenta di proteggerlo: vorrebbe chiamarlo, ma non lo fa per non preoccuparlo.

Durante gli anni hanno avuto alti bassi, momenti di incomprensione e lui, forse, non sa che lei ha deciso di rischiare, di provare a essere felice, di non accontentarsi più di stare bene. Ha scoperto che potrebbe avere qualcosa di più, vivere di nuovo le emozioni, cosa che ha evitato dalla morte dei genitori. Si è sempre rifugiata in una comfort zone da cui aveva paura di uscire. Ma adesso qualcosa si è intromesso e rischia di mandare a monte i suoi piani.

Mentre tu, seduto in silenzio sul divano, vedi uscire chi ti ha amato ed entrare l’amara scoperta che, in fondo, il male vero non è un atto volontario. Solo, ci vuole troppa fatica per evitare di compierlo.

La storia che ci racconta Cirigliano è dolce e amara al tempo stesso. Si può essere felici dopo una tragedia? Perché il destino si accanisce contro certe persone, che pure sono “brave persone”? O siamo invece noi a costruirci il destino e non riusciamo a vedere che cosa potrebbe accadere? E si può davvero immaginare e preventivare il peggio?

Sara ha sempre seguito il cammino prestabilito, ha fatto ciò che ci si aspettava da lei, senza grossi sbandamenti. Ma adesso quella vita le sta un po’ stretta, vorrebbe conoscere un po’ meglio se stessa. Anche nel canto: si è fatta coraggio e si è sperimentata davanti a un pubblico diverso.

Sta cominciando a riconoscere il proprio valore. Ma non è facile lasciarsi andare, quando il dolore ti ha segnato così profondamente e così giovane.

L’autore ci racconta la sua storia con grande dolcezza, con qualche digressione che fa prendere fiato da una storia coinvolgente. Ci porta a Genova, tra i suoi vicoli e sulle sue spiagge, ma anche in altri luoghi di Italia.

È un viaggio che facciamo con Sara e Lorenzo, e anche se lo sappiamo dall’inizio che Sara sta male, lo stesso speriamo fino alla fine che non sia come sembra, che sia tutto un errore. Perché vedere una ragazza così in quelle condizioni, dopo tutto quello che ha passato, non è giusto. Non è mai giusto, certo, ma a volte sembra ancora più sbagliato. Perché non può essere semplicemente felice? Perché tutte queste prove, questo dolore, questa sofferenza? Perché per qualcuno sembra che la vita sia sempre e soltanto difficoltà?

Daniela

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