Dove aspetta la tempesta – di Carla Marcone (Scrittura & Scritture)

Dove aspetta la tempesta

di Carla Marcone

Scrittura & Scritture

Dal sito dell’editore

Plymouth, alle soglie del Settecento.
Dalle alte scogliere, Hey e Hasim contemplano la baia.
Sognano una vita per mare, al quale sentono di appartenere, ma vivono di espedienti, e gli espedienti, si sa, portano ai pericoli.
Quando nel porto ormeggia la maestosa Adventure Galley, il loro sogno sembra essere più concreto.
Il destino, però, è beffardo e imprevedibile e su quella nave, comandata dallo scozzese William Kidd, uno dei corsari più temuti, salirà solo Hey.
Tra bucanieri in cerca di tesori misteriosi, corsari avidi di bottini e filibustieri bellici, Hey vive numerose avventure.
Ma non c’è mare abbastanza vasto per nascondere qualcosa di irrisolto: il ritorno a casa gli mostrerà un mondo diverso, e ancora una volta il suo destino e quello di Hasim incroceranno la rotta di altri pirati e di altri vascelli, come quello di Calico Jack, e questa volta tutto cambierà per sempre fino a sciogliere un nodo troppo a lungo trattenuto.

Recensione

Questo libro l’ho vinto in un contest su Facebook. La mia prima volta! Ho partecipato, pensando che tanto qualcun altro avrebbe vinto, e invece… sorpresa! Wow!

Ed eccomi qui, felice di parlarne.

Sì, perché mi è piaciuto molto.

Un libro inaspettato. O meglio: non sapevo esattamente che cosa aspettarmi.

Hey e Hasim sono inseparabili. Hey, tredici anni, lavora in una taverna, cercando di raccattare un po’ di cibo per sopravvivere. Hasim sta con lui, nelle scorribande, quando tentano di derubare di pochi spiccioli qualche ubriaco. Hasim non ha famiglia, mentre Hey ha una madre che lo rifiuta, una madre piena di odio e di rancore, incapace di prendersi cura di lui. Ha una sola ragione di vita: uccidere il padre di Hey, e finché ciò non accadrà, non amerà Hey. E, forse, nemmeno allora. Questo odio lo trasmette al figlio.

Nemmeno lo aveva mai visto l’uomo di cui avrebbe dovuto vendicarsi. Lo odiava così, per abitudine e senza sapere perché.

Un tempo Mary, la madre di Hey, era una bella ragazza, ma troppo ingenua. A poco sono serviti i consigli della balia, se non a indicarle una via che lei ha percorso, però, con poca consapevolezza.

“Per nulla al mondo bisogna rivelare gli intenti, svelare il gioco, specie se si hanno delle buone carte”

Nel suo caso carte le carte vincenti erano grazia e bellezza, ma non sono bastate a tenerla lontana dai guai. Il suo problema? Sognava troppo in grande. Nessuno le aveva spiegato che un’orfana non sarebbe mai andata troppo lontano, mai avrebbe potuto sposare un nobile.

Hey cresce così: nutrito a odio per l’uomo che l’ha sedotta e abbandonata, e risentimento della madre nei suoi confronti, perché lui non è chi la madre avrebbe voluto. Deve vendicare la madre, ma la madre stessa gli dice che non ne sarà mai capace, non ne è all’altezza, prova ne è quel difetto fisico che lo tortura, il segno di Satana, lo chiama Hey.

Finché le cose non cambiano: per errore Hey uccide un uomo. Inizia così la sua fuga, che lo porterà sulla nave del capitano Kidd. Senza Hasim, per la prima volta, a coprirgli le spalle. Starà via quasi vent’anni Hey, cercando un riscatto, dimostrando a tutti di valere e tentando di mantenere un po’ di umanità. Non ama uccidere, lo fa solo se costretto, ma non vorrebbe, non gli piace. E si sente sempre diverso. Si isola, per paura che gli altri scoprano il suo segreto, che lo emarginino o, peggio, lo uccidano.

Alla fine riuscirà a tornare a casa, ma ciò che troverà sarà ben altro da ciò che si aspettava. Alcuni nodi verranno al pettine, alcuni segreti svelati e, alla fine, imparerà ad accettarsi e ad amarsi per ciò che è. Al di là del disprezzo della madre e dell’essersi sempre visto sbagliato. Al di là della diversità che lo contraddistingue.

Questo della Marcone è un libro di avventura, ma soprattutto parla di persone, di relazioni, di aspettative, della continua e costante ricerca di noi stessi. Chi più chi meno, ognuno di noi in maniera diversa, tutti cerchiamo per tutta la vita di capire chi siamo, Hey lo fa in maniera più evidente. Lo fa trasformandosi in ragazza, in James, in Andrew… Ogni volta reinventa se stesso, stringe relazioni, scappa dai nemici, rischia la forca. È un libro che parla di pirati, di scorribande e di fantastici tesori nascosti, e parla anche dell’avidità umana, della diversità vista e vissuta, a volte, come colpa, quando di colpe non ce ne sono. Di un mondo crudele, rude, dominato da uomini rozzi, ma popolato da migliaia di altre “forme di vita”. Un libro che ci fa veleggiare in altri mondi, ormai scomparsi, e avvolti da un manto di romanticismo, anche se di romantico non avevano niente. E la Marcone ce lo ricorda.

Non c’è un lieto fine propriamente detto, del resto sono pirati: morte in mare o sulla forca.

La scrittura di Carla Marcone è molto scorrevole e precisa, diretta, senza mai cadere nel morboso o nel cruento.

Un bel libro in cui avidità e morte si intrecciano all’amore nelle sue varie forme e l’accettazione della diversità, propria o altrui, buoni sentimenti e cattiveria, in ugual misura. E ognuno sceglie a quale fazione preferisce appartenere, nonostante tutto, la scelta resta del singolo. E fino all’ultimo c’è la possibilità di cambiare scelta.

Con Carla Marcone e i suoi pirati è un addio… fino a quando ci rivedremo!

Daniela

Ringrazio Scrittura & Scritture per la copia omaggio e Carla Marcone per la dedica! ❤️

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