Dracula – di Bram Stoker

Chi non ha mail letto Dracula di Bram Stoker?

Io. Fino a qualche giorno fa, potreste pensare. No. A tutt’oggi non l’ho letto. Non tutto.

Senza dubbio è uno di quei libri conosciuti da tutti, ma che non tutti abbiamo letto. Ne abbiamo viste trasposizioni cinematografiche, derive romantiche, commedie, cartoni animati…Eppure, alla fine, dell’originale spesso ne sappiamo poco.

Era il mio caso, ho cercato di colmare questa lacuna e ciò che ho trovato non è ciò che mi aspettavo. Non mi è piaciuto e non sono riuscita a finirlo. Immagino stiate inorridendo: come si fa a dire che Dracula non è bello?

Non lo sto dicendo, sto dicendo che a me non è piaciuto. Non amo i romanzi epistolari e questo lo è. Ho letto la prima parte, quella in cui compare il conte; poi c’è la moglie di Jonathan Harker che scrive a un’amica, etc… Non ce l’ho fatta. Mi dispiace.

Per cui, per questa volta, prendo in prestito le parole di qualcun altro, qualcuno che apprezza questo libro.

Sara Valentino, del blog Septem Literary e del gruppo Facebook omonimo.

Lei ama questo libro e mi ha dato il permesso di riportare il suo commento:

Dracula è il mio libro! L’ho letto molte volte e sempre in periodi particolari della mia vita, periodi di dubbio e di transizione. Periodi in cui avevo necessità di sapere che strada prendere o solamente scoprire se il cammino era quello giusto.
È un romanzo particolare e capisco che alcuni lo possano trovare faticoso a tratti.
La forma epistolare lo rende innovativo.
Notate che Dracula non scrive è l’unico tra i protagonisti.
Inoltre nello specchio Jhonatan non lo vede, ma c’è.
Queste due particolarità devono indurvi a riflettere, io l’ho fatto.
Dracula è un lato di noi, il conte intendo, è il lato nascosto che c’è ma non vorremmo volere, desidereremmo tenerlo relegato in un angolo perché è ciò che non ci piace di noi.
Eppure le ossessioni, le paure e i lati ambigui del nostro essere vanno affrontati e vanno capiti per cambiare.
Un romanzo che regala uno spaccato di un’epoca con i suoi usi e costumi.
Le descrizioni dei paesaggi sono magistrali e molto reali.
Così com’è reale la paura, l’ombra che è nascosta ma c’è.
Il nostro essere inevitabilmente è attratto da chi comanda come il conte la natura e gli esseri della notte. Desiderio ancestrale dell’uomo. Allo stesso tempo c’è un lato di noi che non piace ammettere di avere ed è il desiderio di essere in qualche modo “posseduti” e ammaliati.
Alla fine del libro ogni volta mi chiedo chi sono veramente.
Ecco perché non ho mai trovato Dracula un mostro e non ho mai provato repulsione per lui.

Daniela

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