Fidanzati dell’inverno – Christelle Dabos (E/O)

Ofelia, la protagonista, è capace di attraversare gli specchi e di leggere gli oggetti, di vedere chi li ha maneggiati nel passato, i suoi stari d’animo e pensieri mentre li maneggiava.

Purtroppo è goffa, molto. E qui verrebbe da dire: eccheppalle! Eh, già, perché pare che ormai le protagoniste dei libri, dei fantasy, debbano fare a gara a chi è più imbranata, inconsapevole delle proprie capacità, del proprio fascino e vive in un mondo suo.

Ofelia non è proprio così: è goffa e impacciata e rompe tutto, però è sveglia. Molto timida e introversa, certo, ma non manca di carattere e intraprendenza, e questo si intuisce da subito.

Lei lavora come volontaria in un museo, è la sua vita, ciò che le dà identità:

Essere strappata alla famiglia era già di per sé una lacerazione, ma essere strappata l museo, l’unico posto in cui si sentiva pienamente se stessa, significava perdere la propria identità. Ofelia sapeva soltanto leggere. Se le toglievano quello si riduceva a una tontolona che non era in grado di tenere una casa né intrattenere una conversazione né svolgere una faccenda domestica senza farsi male.

Christelle Dabos ha creato un mondo costituito da Arche. In principio era un mondo come il nostro, “tondo come una mela”, poi ci fu la lacerazione che lo distrusse e disperse. Si crearono così le Arche. Su ogni arca abita un clan, con delle capacità particolari. Non si mischiano tra di loro, se non in casi eccezionali, e nel corso del libro si capisce perché.

Ofelia viene promessa in sposa a Thorn, gelido e altissimo uomo dell’Arca Polo, col viso e il braccio ricoperti di cicatrici. Non c’è amore, né ci si aspetta che nasca. Sono solo interessi. Quali e di chi, non è dato sapere.

Però, come si aspetta il lettore, qualcosa cambia, perché Ofelia si dimostra più tenace di quel che si aspettavano, e Thorn dapprima la ammira, per poi nutrire altro.

Quell’uomo aveva avuto il pessimo gusto di trasformare un convenzionale accordo matrimoniale in storiella sentimentale, e non glielo perdonava. Ai suoi occhi aveva rotto un patto tacito. Ofelia non chiedeva altri che rapporti cordiali e privi di passione, mentre per colta sua si era instaurato un imbarazzo che prima non c’era.

Thorn l’avvisa: su Polo non sopravviverai. E non solo per il clima rigido, -25 in primavera, ma anche per le cattiverie e le pugnalate che lì, al contrario di Anima, arca di origine di Ofelia, sono all’ordine del giorno. Su Polo chiunque trama contro chiunque. Si odiano, ma non se lo dicono, si sorridono. Polo è dominata dai miraggi: non si riesce a vedere come sono veramente le cose, perché una magia le nasconde e abbellisce.

Ofelia ha diverse prove da affrontare e il suo spirito indomito l’aiuta. Acuta osservatrice, riuscirà a sopravviverà là dove nessuno l’avrebbe creduta capace e riuscirà a scoprire le motivazioni nascoste.

Un libro che coinvolge, senza dubbio. La Dabos è brava a inventare mondi e portare il lettore dove vuole lei, facendogli credere ciò che vuole, ma senza esagerare. La storia di Thorn e Ofelia è prevedibile, ma non per questo meno appassionante. Certo, Ofelia un po’ meno goffa ci starebbe bene, ma almeno in questo caso una ragione c’è: è rimasta intrappolata mentre cercava di attraversare uno specchio.

Un altro aspetto che mi è piaciuto molto sono i personaggi. Non tutti, ma alcuni, tra cui il prozio di Ofelia, Thorn e zia Roseline. Così come Renard e Gaela. Sono personaggi che escono un po’ dai cliché, mentre Ofelia e Berenilde, la zia del futuro sposo, ci rientrano in pieno. Thorn è sfuggente, difficile da decifrare. Da lettori sappiamo che non è come lo vede Ofelia e intuiamo che la Dabos ci riservi delle sorprese per lui, e la cosa non può che far piacere. Io le aspetto con ansia. E zia Roseline, che all’inizio non è che sia proprio un esempio di simpatia, diventa per noi indispensabile come per Ofelia. Anche lei credo riserverà delle sorprese e, spero, un ruolo più consistente e determinante.

Leggerò senza dubbio anche gli altri volumi e non credo che aspetterò ottobre per il quarto, ma resta una sensazione poco piacevole: che la storia sia un po’ tirata per le lunghe, con digressioni poco rilevanti e una scrittura che potrebbe essere più attenta.

Precedente Tutto chiede salvezza - Daniele Mencarelli (Mondadori) Successivo La neve cadeva in estate - Nadia Levato (Montag)

2 commenti su “Fidanzati dell’inverno – Christelle Dabos (E/O)

    • chilidilibri il said:

      secondo me ti piacerà! ho visto che cosa leggi e credo che sia abbastanza in linea con i tuoi gusti. poi fammi sapere, sono curiosa

I commenti sono chiusi.