I nomi – di Luca Ravettino (Le Scatole Parlanti)

I nomi
Luca Ravettino
Le scatole

Trama

Il libro racconta di un  rocambolesco viaggio di cinque personaggi del tutto dissimili tra loro, se non nel fatto di essere tutti, in qualche modo, ai margini della società e di frequentare lo stesso piccolo bar della riviera ligure, il Paradiso, gestito da un tipo chiamato scherzosamente Gesù per il suo aspetto fisico. 

Storie diverse di delusioni esistenziali e  rovesci sociali, di quattro cinquantenni arrabbiati e di un ragazzo ventenne disadattato, che si ritrovano una sera di ubriacatura e rancori, ad impossessarsi di uno yacht a vela di lusso ed a salpare involontariamente verso chissà dove, sospinti da un improvviso, tremendo  uragano. 

Sarà l’inizio  di una pericolosa avventura che durerà più di un anno, tra il Libano, la  Siria, nel pieno della guerra al califfato, la Turchia dei fatiscenti, stipati di povera gente, campi  profughi, e gli straordinari, selvaggi scenari dell’Asia centrale.  Si troveranno in mezzo ad una umanità senza regole se non quelle della violenza ed a slanci di profonda, gratuita compassione. Saranno costretti a  scontrarsi materialmente con la guerra e rimanere feriti, a salvarsi più volte a stento, ad ubriacarsi comunque, a litigare tra loro e ad affrontare alterne vicende  nei vari scenari di quella zona del mondo così martoriata. 

Recensione
“I Nomi”, nomi che non ci sono nel racconto, poiché i protagonisti, a parte il più giovane Sam, sono identificati solo con le iniziali. Nomi, come nel libro dell’Esodo dell’Antico Testamento, per descrivere un viaggio disperato verso altre realtà.

 Non sono amici le cinque persone  che si ritrovano, per una bravata, a naufragare in mezzo al Mediterraneo, cercando di raggiungere una qualsiasi terra.  Sono compagni di bevute, occasionali incontri in un bar. Ognuno con il proprio malessere, con le personali fisime, fobie e fallimenti. Ognuno diffidando e polemizzando con gli altri. Insieme per caso e per caso inghiottiti nei tragici eventi del mondo islamico. 

<<Siete tutti dei bipolari di merda>> disse con tono pacato e annuendo A. che nel mentre si era calmato, accomodandosi sulla poltroncina.

<<Non è questo il punto!>> urlò Sam fuori di sé. << Il punto è che avete ragione tutti! TUTTI! Siamo dei pazzi! Degli sfigati! Dei falliti! Tutti dipendenti in qualche modo da qualcosa. E’ un vero miracolo il solo fatto che siamo vivi e siamo qui con quello che ci è capitato. E per Dio, abbiamo un’occasione! Un’occasione! Io non ho mai avuto un’occasione in vita mia e a quanto pare voi, se l’avete avuta , l’avete cacciata nel cesso. Bene,adesso ce l’abbiamo, dato che fino ad ora abbiamo fatto solo cose stupide, non credo che sarà un problema per nessuno farne un’altra…>>

Ma qui Luca Ravettino, al suo romanzo di esordio, è capace di scandagliare più a fondo. Di tratteggiare con abilità le metamorfosi caratteriali, le prese di coscienza che lentamente si profilano nei cinque interpreti di questa “odissea” che li catapulta da un confortevole, sia pur poco entusiasmante, scenario occidentale in un vero e proprio inferno che investe e martirizza molta parte della popolazione delle regioni a oriente , in precedenza  da loro solo recepito superficialmente dalle distanti, notizie dei media.

E infine è il racconto di una amicizia che finge di non esserci, di voler fuggire nelle diversità di vedute, nelle zuffe frequenti,  nelle individualità ribadite. Che invece si rivela sostanziale e profonda  nei momenti più bui, nei rapporti segnati dal pericolo.

È questa la vera essenza del la narrazione, il suo fulcro. Il dipanarsi in una sorta di viaggio” iniziatico” che porterà i nostri eroi a prendere coscienza, a individuare un possibile intento per la propria vita, ad attribuire il giusto valore alle cose ed alle persone.

“ L’amicizia tra esseri umani deve essere stampata all’interno di qualche cromosoma, se anche gli individui peggiori, una volta che hanno scelto qualcuno, possono fare atti di una generosità altrimenti impensabile, nei momenti supremi .”

Cristina M. D. Belloni

Precedente L'oro di Breno - di Ernesto Masina (Macchione) Successivo Tutto chiede salvezza - Daniele Mencarelli (Mondadori)