Il mago – di Ursula K. Le Guin (Mondadori)

Il mago

Primo capitolo della saga Terramare

Ursula K. Le Guin

Mondadori

Dal sito dell’editore

Scritto più di trent’anni fa, il romanzo narra le vicende di un bimbo diverso da tutti gli altri, Duny, capace di piegare gli animali alla propria volontà con piccoli, misteriosi incantesimi. Poi, una volta cresciuto, l’hanno chiamato Ged, lo Sparviere: un giovane mago che deve compiere un complesso apprendistato per conoscere meglio i suoi immensi poteri e usarli contro il male.

Recensione

Non avevo mai letto nulla di Ursula K. Le Guin, pur amando il fantasy.

Su consiglio in un gruppo di lettori, ho acquistato tutta la saga di Terramare. Quasi 1500 pagine che scivolano via che è un piacere, una storia dopo l’altra.

La prima storia s’intitola Il mago. Scritta nel 1968 è il primo dei cinque capitoli che compongono la saga, scritta nel corso degli anni: l’ultimo capitolo è stato pubblicato nel 2001.

Ho amato tutta la saga. Ho deciso di parlare di un capitolo per volta, perché ognuno è una storia a sé, autoconclusiva, anche se fa riferimento a capitoli precedenti o anticipa qualcosa che deve ancora avvenire.

Parto quindi da Il mago.

Incontriamo per la prima volta Duny, un bambino speciale, lo scopriamo subito. Sua zia è una fattucchiera e, ripetendo alcune formule da lei pronunciate, scopre di essere un mago. Suo padre è un fabbro, la madre non c’è più e lui è il più piccolo della famiglia. Non è portato per il mestiere di fabbro, se la cava molto meglio con gli animali.

Sua zia, una volta scoperto il suo dono, gli insegna tutto ciò che sa, che non è poco, ma nemmeno molto. Sono i rudimenti della magia. Duny riesce a impedire la conquista violenta del villaggio utilizzando uno di questi “trucchi”. Da quel momento la sua vita cambia. Il suo potere è evidente, così com’è evidente che sua zia non ha più niente da insegnargli e che lui è destinato a grandi cose. Viene quindi inviato presso un mago potente, Ogion, che gli insegnerà altra magia, alcuni concetti di base e l’importanza di non giocare con la magia stessa. Gli rivelerà anche il suo vero nome: Ged.

Ma a Ged non basta, vuole andare alla scuola di magia, dove è convinto di poter imparare molte più cose. Del ragazzino Duny non è rimasta traccia, adesso c’è lo Sparviere. Un ragazzo molto versato nelle arti magiche, promettente, ma le cui azioni sono oscurate dall’ambizione, dalla voglia di dimostrarsi migliore degli altri.

A scuola conosce persone diverse, con alcuni diventa amico, con altri rivale. E durante la sfida Sparviere fa ciò che non avrebbe mai dovuto: invoca uno spirito morto. L’ombra lo perseguiterà, non gli lascerà scampo. Sparviere è diverso: non è più il ragazzo sicuro di se stesso e arrogante di prima. L’ombra lo ha quasi ucciso e lui sa di aver liberato un essere che doveva restare nel regno dei morti. Inizia così un inseguimento, tra Ged e l’ombra. L’ombra lo bracca, non lo abbandona, lui la può sentire in ogni momento. È terribile, ma è grazie a questa azione scelerata che Ged potrà diventare un grandissimo mago. Vincerà la sua battaglia, scoprirà il nome dell’Ombra, unico modo per poterla assoggettare. Ma il prezzo da pagare sarà elevato e non se ne libererà mai. Anche nei capitoli successivi, nella vita di Ged, ci sarà sempre un’ombra oscura.

La Le Guin ci porta in un mondo irreale, di fantasia, dove la magia regna ed è considerata naturale. Ogni villaggio ha un mago o una maga curatrice (in realtà c’è una grande distinzione tra il potere maschile e quello femminile, ma l’autrice affronta l’argomento in un capitolo successivo).

Esistono anche i draghi, relegati in isole lontane, dove non possono nuocere agli umani.

Il mondo fantasy creato dalla Le Guin è permeato solo di magia; non ci sono creature mostruose, elfi, orchi, fate o unicorni. È un mondo abitato da uomini, con le pulsioni degli uomini, le loro ambizioni, abitudini, vizi, passioni e la loro violenza. Anche nel mondo magico esistono gerarchie e pregiudizi. La magia permea tutto, ma al centro ci sono le persone, con le loro storie e i loro drammi, con la ricerca di se stessi e i tentativi di realizzare il proprio potenziale.

Ged è un grande mago, ma prima di tutto è un grande uomo. L’aver compiuto un’azione irreversibile, dalle conseguenze disastrose e mortali, gli ha aperto gli occhi e lo ha reso una persona più attenta agli altri e agli equilibri della natura, rendendolo migliore. Senza quella magia oscura, non sarebbe mai diventato il grande mago che sarà, nonostante i poteri immensi.

Per diventare grandi bisogna essere capaci di mettersi in discussione, di restare umili, senza per questo sminuire le proprie capacità o non utilizzarle.

Anche nelle sue storie sono le persone con le loro peculiarità e virtù a fare la differenza. Ma è anche vero che in tutte le sue storie Ged non è solo. L’unione fa la forza e sentimenti quali amore, amicizia, stima e fiducia, aiutano a superare anche i maggiori ostacoli. Da soli, spesso, è impossibile. Ecco qui, come in altri fantasy, l’importanza di scegliersi compagni di viaggio fidati, che sappiano supportare il protagonista nei momenti di difficoltà, spronarlo quando necessario e mostrargli le sue debolezze al momento giusto, per farlo maturare.

Un libro intriso di magia, certo, ma anche di umanità.

Daniela

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