Il mondo di Sofia – Jostein Gaarder (TEA)

Il mondo di Sofia

Jostein Gaarder

TEA

Dal sito dell’editore

Questo è il romanzo di Sofia Amundsen, una ragazzina come tante altre. Tutto comincia dalle strane domande che spuntano dalla sua cassetta delle lettere, passa attraverso le intriganti risposte dell’eccentrico filosofo Alberto Knox e approda a una bislacca festa di compleanno nel giardino degli Amundsen… Ma è anche il romanzo di Hilde Møller Knag, e per lei comincia proprio nel giorno del suo compleanno, passa attraverso l’insolito regalo che suo padre, il maggiore Albert Knag, le ha inviato dal Libano e approda a una notte stellata nel giardino della famiglia Knag a Lillesand… Ma è anche il romanzo appassionante della storia della filosofia, e per tutti noi comincia dagli atomi di Democrito e dalle idee di Platone, passa attraverso le geniali intuizioni di Galileo e il complesso sistema di Hegel e approda all’esistenzialismo di Sartre e al multiforme panorama del pensiero contemporaneo… Tre libri in uno, quindi? No, molti di più. Perché Il mondo di Sofia non è soltanto un giallo avvincente più un insolito romanzo d’avventure nel tempo e nello spazio più un esauriente trattato di filosofia: è soprattutto la più originale e divertente storia dell’uomo e del suo pensiero che mai sia stata scritta.

Recensione

Ammetto che avevo alte aspettative nei confronti di questo libro. Ne ho sempre sentito parlare molto bene, gente che lo ha ripeto più volte. Non ho mai chiesto di raccontarmi la storia, mi bastava sapere che era un romanzo che parla di filosofia.

Quando ho iniziato a leggerlo, invece… sorpresa! Più che un romanzo che parla di filosofia, è un compendio di filosofia in cui è stata inserita, un po’ forzatamente a mio avviso, una storia tipo romanzo.

Ho trovato molto interessante la parte filosofica, come viene affrontata e semplificata, per essere leggibile e comprensibile a tutti. Molto meno l’espediente letterario. Dialoghi per me poco convincenti, personaggi ancora meno.

Non mi dilungherò molto, oggi, perché ho davvero poco da dire.

Sofia riceve delle lettere anonime che la iniziano allo studio della filosofia. Lei pare essere completamente digiuna della materia. Il misterioso mittente si rivela un po’ per volta. A giocare con loro, come una sorta di dio, è il padre di Hilde, altra figura misteriosa che si delinea un po’ per volta.

Se l’idea poteva essere interessante, per me la resa non è all’altezza.

Francamente mi stupisco del successo di questo libro. Forse le mie aspettative erano troppo alte. O forse non avrei dovuto rinunciare alla lettura arrivata a Kant e dopo aver letto molto velocemente Cartesio e Spinoza (non mi sono mai piaciuti, nemmeno alle superiori). Avrei voluto approfondire di più Kierkegaard e Hegel, ma, davvero, mi sembrava di aver speso troppo tempo sul libro.

Probabilmente lo riprenderò un po’ per volta, per rispolverare le poche conoscenze di filosofia che mi sono rimaste dagli studi.

Lo consiglio se volete leggere un riassunto del pensiero filosofico europeo nel corso dei secoli. Se invece siete più interessanti all’aspetto del romanzo o del giallo (qualcuno così lo definisce), francamente ve lo sconsiglio. Molto poco appassionante.

Daniela

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