Il re di denari – di Sergione Dazieri (Mondadori)

IIl re di denari

Sandrone Dazieri

Mondadori

Dal sito dell’editore  

All’indomani di una terribile tempesta di neve che ha gelato le Marche, l’ex vicequestore Colomba Caselli trova nel suo capanno degli attrezzi un ragazzo autistico infreddolito e sotto shock. E imbrattato di sangue.

Colomba, però, da ormai un anno e mezzo non è più una poliziotta, e trascorre il tempo a tentare di riprendersi dal giorno in cui un uomo senza nome l’ha quasi uccisa e ha rapito Dante Torre, il geniale e bizzarro cacciatore di scomparsi, uno dei suoi pochi amici. Tormentata dall’insonnia e dagli attacchi di panico, Colomba non vorrebbe lasciar rientrare nella sua vita la violenza e la morte ma presto scopre che Tommy – così si chiama il ragazzo – è l’unico sopravvissuto di una strage famigliare e, soprattutto, nel suo modo di fare Colomba legge il marchio del Padre, il rapitore e assassino seriale che ha ucciso anni prima.

C’è qualcuno che ne sta seguendo le orme o Tommy è il primo tassello di un mistero che affonda nel passato e può aiutarla a scoprire dove Dante è tenuto prigioniero?

E proprio Dante, intanto, si è risvegliato in un luogo che non può esistere e adesso deve lottare per sopravvivere…

Nel terzo e ultimo capitolo della trilogia inaugurata da Uccidi il Padre, Sandrone Dazieri, il maestro del thriller psicologico italiano, costruisce un castello di specchi e inganni, una matrioska di colpi di scena che si susseguono pagina dopo pagina fino all’inquietante finale.

Recensione

Se avete letto i primi due capitoli, è meglio. Lo dico perché ci sono un sacco di riferimenti alle vicende precedenti, come è logico.

È anche vero che l’autore, un po’ per volte, ce le riassume e ci dà le informazioni mancanti; ma partire con un’idea di chi siano i personaggi, il loro carattere, i loro rapporti e che cosa hanno vissuto e passato, aiuta senz’altro a immedesimarsi prima nella storia.

Un libro di 500 pagine, ma non spaventatevi! Scivolavano via velocemente e con piacere.

Dazieri è bravo. Alterna le scene e i personaggi sapientemente: non troppo spesso per non spaesati, ma nemmeno si sofferma troppo, per non annoiarci. Insomma, una storia ben costruita e molto be raccontata.

Ci sono colpi di scena lungo tutto il libro, e questo io l’ho apprezzato molto. Non amo quando vengono conservati per la fine. Quando gli autori cercano di tenerti col fiato sospeso, in maniera forzata. Dazieri anche in questo si dimostra molto capace, e lo fa con una gran naturalezza. La storia si sviluppa, sembra risolversi, si ingarbuglia, si dipana, si distende e il lettore la segue pagina dopo pagina. Simpatizzando ora con uno, ora con l’altro personaggio.

Dante e Colomba sono personaggi complessi, lontani, forse, dalla maggior parte di noi, eppure umani e facilmente comprensibili. Alcuni meccanismi e sotterfugi sono degni di Jeffrey Deaver.

I protagonisti oscillano tra la voglia di risolvere il caso da soli e la necessità di chiedere aiuto.

Alla fine non sono mai soli, nonostante ci provino. E l’orrore non ha fine. Quello che Dazieri ci racconta è raccapricciante, eppure attinge a quanto ha già fatto l’uomo in passato. A tutte quelle volte che sappiamo tirar fuori il peggio di noi; a quando seguiamo i malvagi perché è più facile, o in cambio di soldi. Non vuole fare un’analisi della società, il suo è un thriller, la storia è inventata, e per fortuna non esistono – credo – situazioni e casi simili.

Un thriller da leggere, senza dubbio. Unica nota negativa, a mio parere, è il finale. Come si risolve il tutto. Non mi è piaciuto. Mi è sembrato troppo inverosimile, impossibile anche in un mondo immaginario. Ovviamente non ve lo posso svelare, ma mi è poco chiaro il senso di tutto, il perché abbia mosso tutte quelle pedine, perché abbia agito in quel modo e poi… che nessuno se ne sia accorto! Un gran bel libro, ma con un finale un po’ troppo forzato e poco credibile.

Daniela

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