La neve cadeva in estate – Nadia Levato (Montag)

La neve cadeva in estate

Di Nadia Levato

Montag Edizioni

Trama 

Una storia d’amore. La storia di due individualità che vivono una vita fatta di ricambiate presenze.

Due persone che si incontrano giovanissime, Marta e Andrea. L’attrazione reciproca,  l’una e l’altro con la propria storia pregressa, gli interessi e le passioni da mettere in comune le divergenze da smussare.

Lei con i suoi dolori, l’incapacità e la ritrosia verso i legami dopo prematura morte della madre quando ancora era bambina, che non vuole riconoscere la sua fragilità. Lui con la pazienza e la caparbietà di chi, innamoratosi a prima vista, sa aspettare e infondere fiducia.

Il matrimonio, la vita insieme, i progetti a lungo termine. Poi la rottura,  per Marta inspiegabile e  devastante. Forse per la fine dell’amore, forse per la sua goffaggine e scarsa femminilità, forse perché c’è un’altra donna. Forse.

“Stare con me era come camminare nel buio su un sentiero

sconnesso e ignoto.

Di cosa si era stancato esattamente Andrea?

Era finito l’amore.

Così.

Rapidamente.

E io?

Avevo svuotato la bottiglia.

Tutta insieme.

Avevo bevuto troppo avidamente e adesso non ne rimaneva

neppure un goccio.”

Recensione

La storia di un amore, dicevamo. Raccontata strutturando frasi e parole come fosse una poesia. Come a scandire i ritmi dei sentimenti.

Nadia Levato divide la narrazione in tre grandi capitoli. 

Nel primo la protagonista, Marta, rivela in prima persona la sofferenza e la disperazione seguiti all’abbandono da parte di Andrea. Gli scoraggiamenti, i colpi di testa, la malinconia dei ricordi felici, gli sconforti e le rabbie che accompagnano il lutto di una separazione.

A seguire è Andrea che racconta la sua di esperienza. 

L’amore per Marta, i suoi primi tentativi di vincere la diffidenza di lei, il volerla proteggere da tutto, persino dalle incombenze quotidiane. La loro serena, tranquilla convivenza e quello che succederà in seguito che determinerà la sua decisione di allontanarsi da Marta.

Infine il racconto è corale. Marta e Andrea termineranno insieme questa testimonianza, ancora una volta, d’amore.

“Ti amerò per sempre.

E quanto dura il sempre?

Troppo poco se mi lasci adesso.

Resta ancora.

E anche dopo.

Dimmi che invecchieremo insieme.

Borbotterai contro le mie minestre di orzo e avena.

La pasta scotta.”

Una delicata, quanto struggente interpretazione. Breve ma intenso, il testo  lascia in chi legge un po’ di amaro in bocca. Però qui  l’autrice si dimostra capace di  ben sottolineare  e descrivere il pathos degli stati d’animo, delle incertezze, le paure ed anche la crescita interiore dei protagonisti. 

Cristina M. D. Belloni

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