Con la pelle ascolto – di Cristina Mosca

Con la pelle ascolto

di Cristina Mosca

Ianieri Edizioni

Dal sito dell’editore

«Quante speranze posso vivere in un solo cuore?
E quante in un cuore solo?»

Di chi è la voce che dice Io quando si prende una decisione o si insegue un desiderio? Elena e Alma, sorelle, vivono da sempre un rapporto conflittuale e le loro vite sembrano correre su binari paralleli, destinati a non incontrarsi mai. Elena ha la passione per la pittura e una storia d’amore con Marco, che non vuole avere figli. Alma passa da un uomo all’altro e trascorre la maggior parte del tempo nelle bigiotterie, finché non resta incinta. Quando ormai sono rassegnate al silenzio come unico rumore di fondo delle loro individualità, scopriranno un nuovo modo di comunicare: ascoltarsi.

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Con la pelle ascolto è un romanzo sulla difficoltà di comprendere l’altro, anche se caro come solo un familiare stretto può essere, e sulla paura di dimostrare agli altri il proprio valore. Il giudizio, la competizione e il desiderio, se non messi in relazione alla persona giusta, se non calibrati su un raggiunto equilibrio, possono infatti essere fonte del più feroce sabotaggio di sé stessi. Per questo bisogna imparare ad ascoltarsi e ad ascoltare gli altri, come se fossero nella nostra stessa pelle.

Recensione

Persone diverse, con gli stessi problemi. Con la difficoltà di comunicare, di esprimere ciò che si sente dentro. Difficoltà di relazione, di stare in una relazione. Difficoltà a capire chi è la persona giusta, se sia il caso di avvicinarsi o di allontanarsi, combattuti tra la voglia di esserci e la consapevolezza che a volte è meglio prendere le distanze.

Alma ed Elena sono sorelle, molto diverse. Invidiose l’una dell’altra, convinte che l’altra sia meglio, che abbia avuto la vita più facile, incapaci di parlarsi e di confrontarsi. Ci vorrà un evento traumatico per avvicinarle e far dire loro ciò che sentono davvero, ciò che non hanno mai avuto il coraggio di confidarsi.

Alma, che cerca di laurearsi con una tesi sulla possibilità di mettersi in contatto con i morti:

Adesso comincia a pensare che forse, se è tanto lega ta a questo improbabile lavoro di ricerca universitaria, è perché si sente come le anime dei morti. Anche lei si vede oscillare fra un mondo a cui è appartenuta e uno a cui dovrebbe appartenere. E non riuscire a comunicare con nessuno dei due.

Elena, più stabile, con un buon lavoro, ma che ha rinunciato ai suoi sogni.

Un libro che ci dice come non cambi la difficoltà di raccontarsi col passare dell’età. Si tende a pensare che dopo i trenta le cose diventino più facili, che si abbia una maggior consapevolezza di sé, tale da permetterci di metterci a nudo davanti agli altri. L’autrice invece ci dice che no, che certe cose non cambiano con l’età, che anche a quarant’anni è difficile inseguire i propri sogni e dirsi per come si è. Che c’è sempre una parte di noi che non vorremmo esporre, che cerchiamo di nascondere, sperando che l’altro la veda, la intuisca e la capisca. Che ci accolga per come siamo, senza sapere esattamente come siamo, però.

Non ci sono solo Alma ed Elena, nel libro. Ci sono anche Viola e Alessio, Luca, Elly, i nonni e altri personaggi che ruotano intorno.

Alla fine, se riusciamo a distinguere gli ostacoli dai segnali, possiamo farcela. E come si fanno a distinguere le due cose?, chiede Elly.

Pensa alla cosa cui ti farebbe più male rinunciare, e non lasciarla, le risponde Elena.

Daniela

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