L’isola del drago – Ursula K. Le Guin (Mondadori)

L’isola del drago – Terramare

Ursula K. Le Guin

Mondadori

Trama

La trama è una continuazione del romanzo precedente. L’ex arcimago Ged, ormai privo di poteri in seguito alla sua ultima missione, viene riportato alla nativa isola di Gont dal drago Kalessin. Qui viene soccorso da Tenar, la protagonista del secondo libro del ciclo Le tombe di Atuan, che anni vive in anonimato sull’isola da molto tempo. Ged viene curato da Tenar ma dopo qualche settimana si allontana per evitare di essere ricontattato dal re e dai suoi vecchi colleghi.

Insieme a Tenar vive Therru, una bambina sopravvissuta dopo essere stata gettata nel fuoco dal padre, che è guardata con timore da tutti gli abitanti dell’isola, compreso il malvagio mago Pioppo. Pioppo lancia una maledizione su Tenar, che scappa insieme a Therru e viene soccorsa dal nuovo re di Terramare, il giovane Lebannen.

Ged, Tenar e Therru vivono assieme con serenità per qualche tempo, dopodiché sono costretti ad affrontare numerose sfide e traversie derivate all’ostilità di Pioppo e della popolazione nei confronti di Therru e Tenar. Alla fine, Therru convoca il drago Kalessin per salvare Tenar e Ged, che stanno per essere uccisi da Pioppo.

Recensione

Quarto libro della saga, ritroviamo Ged e Tenar insieme.

Sono passati anni, decenni, da quando sono usciti insieme dalle tombe di Atuan.

Lei non è più una sacerdotessa e lui non è più Arcimago, ha perso i suoi poteri.

Lei ha salvato una bambina speciale dalla cattiveria e ignoranza di alcuni uomini, che hanno provato a bruciarla viva. Lui cerca un posto dove stare, torna a fare il capraio. Il suo vecchio mentore Ogion, è morto e lui non sa bene che cosa fare di se stesso: senza casa e senza poteri, quindi, per lui, senza identità. Deve imparare a essere una persona nuova, a essere quello che è. E non è facile. Vivere senza magia non è un problema, il problema è trovare un nuovo scopo, un nuovo motivo per esistere e vivere giorno per giorno, dare un significato alla propria vita.

Lo troverà tramite Tenar. Sono una bella coppia e insieme scopriranno di poter fare molto più che da soli. Ged lo Sparviere capirà che non c’è bisogno della magia per fare grandi cose. Che anche lui può far tanto anche senza il bastone e senza le sue arti magiche.

In questo libro la Le Guin affronta anche tematiche femminili: perché i maghi sono uomini e le donne al più fattucchiere? Perché le donne permettono agli uomini di dir loro che cosa fare, chi essere e di che cosa avere paura.

– Le donne danno l’impressione di avere paura della propria forza.

– Vi hanno mai insegnato a fidarvi delle vostre forze?

Le donne e Ged sono protagonisti di questo capitolo: persone che non hanno “potere” ufficiale, ma che muovono tutto, che salvano e fanno andare avanti le cose. Persone che vedono laddove gli altri sono ciechi. Persone che diventano invisibili per poter agire meglio, ché se qualcuno si accorgesse di loro, impedirebbe loro le azioni, le bloccherebbe per paura, perché sono persone potenti dentro. Hanno avuto di una bambina, l’hanno gettata viva nel fuoco, che cosa potrebbero fare a una donna adulta?

Ancora e sempre le donne, in silenzio, portano avanti le cose belle del mondo, mentre gli uomini si mettono in mostra. Dove sta la vera forza?

Daniela

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