L’isola senza tempo – Gianluca Mercadante (Las Vegas)

copertina de "L'isola senza tempo" di Gianluca Mercadante 
Las Vegas Edizioni

Che cos’è l’Isola senza tempo? Dove si trova?

Biagio e Andrea possono finalmente partire per 3 giorni di vacanza, da soli, lontani dalle complicazioni e dalla famiglia. Biagio ha un padre con Alzheimer, ricoverato in casa di riposo, mentre Andrea ha “solo” una moglie e un figlio. Stanno insieme da due anni, momenti ritagliati con fatica, senza il coraggio di dire apertamente chi amano. Finalmente hanno la possibilità di stare insieme per un tempo più lungo di qualche ora, se non che…

Il padre di Biagio viene ricoverato d’urgenza in ospedale, crisi respiratoria. Biagio e Andrea tornano indietro, non possono mica andare in Sardegna con Marcello, il padre, in fin di vita! E così ritroviamo Biagio e Marcello che si fanno un giretto sull’Isola senza tempo, un luogo immaginario popolato da personaggi reali e altri inventati. Ma che di immaginario, in realtà, ha ben poco.

Qui Marcello ragiona bene e cammina quasi senza sforzo, a far fatica è invece Biagio, che deve accettare che il luogo in cui il padre ambientava le favole della buona notte, in realtà, è un luogo vero e proprio, tangibile, calpestatile.

“Tu sei bravo a raccontare le storie, papà. Però le inizi e non le finisci.”
“Per forza: ti addormenti.”
“No, dai, stavolta resto sveglio, promesso.”

“In realtà, sai… le storie non iniziano e non finiscono.”

“”E che fanno?”

“”Le storie si aprono.”

“Come le porte?”

“Sì. E continuano. Perfino quando sembra siano finite. O finiscono quando sembra che stiano cominciando.”

Biagio e Marcello hanno parecchio di cui discutere, su cui confrontarsi. Hanno molte confidenze da farsi. Alcune le sospettavano, altre no. È un percorso intimo quello che fanno per scalare la montagna, per abbracciare i Tronchi ricordanti e altri luoghi caratteristici dell’Isola senza tempo. Sono due uomini, due persone che si conoscono da una vita, ma che tante cose non se le sono mai dette.

Intorno a loro gravitano personaggi che li aiutano a rimettere insieme i pezzi, a spiegarsi e spiegarci che cosa è successo, le decisioni prese, le scelte, il passato e i momenti in cui i due erano uniti da qualcosa di solo loro, come capita tra genitore e figlio, tra due persone che si amano e non se lo dicono, lo vivono e basta. Solo che poi, lo sappiamo, spesso la vita ci allontana, troviamo scuse, abbiamo paura, ci vergogniamo. Ma prima o poi si spera sempre di ritrovarsi, prima che sia troppo tardi.

C’è un aspetto dell’autore che mi ha colpita: lui cerca di alleggerire il racconto, fa dell’ironia, e forse per questo i momenti seri arrivano con più forza. Mi sono commossa quando Biagio ha detto al padre tutte le cose che questi non conosce di lui. Mi sono commossa sul finale, prima e dopo il giusto addio (non è spoiler, è il titolo di uno dei capitoli finali).

Sarà paradossale, ma il caro Marcello, alla sua veneranda età, deve pur ammettere a se stesso che buscarsi il torto della moglie, e per partito preso, santa pace, gli mancava da pazzi. Da pazzi.

Più che respirare.

Pezzi come questo, per me, racchiudono amore puro.

E consiglio di leggere anche i ringraziamenti finali, mi sono commossa anche lì. Il perché non ve lo dico, lo capirete leggendoli.

Ancora una volta la Las Vegas ha pubblicato un libro molto bello e particolare.

Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea.

Qui le nostre recensioni dei libri Las Vegas: La bambina di un milione di anni e La misura imperfetta del tempo

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