“Pietro Pan” di Nicola Pecci (Ianieri Edizioni)

Pietro Pan di Nicola Pecci Ianeri Edizioni

Pietro Pan
di Nicola Pecci
Ianeri Edizioni

Pietro pan è un nome d’arte ma identifica perfettamente il personaggio. E, Idealmente rappresenta un’intera generazione.

Il giovane Holden dei nostri giorni, 45 anni appena, vive a casa con dei genitori che non lo sopportano più. Figlio di una mancata ballerina che per accontentare la famiglia ha appeso le scarpette al chiodo per diventare maestra e del simpatico del paese che intratteneva gli amici al bar e adesso al massimo fa i sudoku sul divano dopocena, Pietro ha bisogno di dare una scossa alla sua vita.

Come gli scrive la nonna, operaia di ferro, morta da due mesi, in una toccante lettera postuma, sarà mai capace di smettere di essere un figlio per diventare un padre? Riuscirà, cioè, a trovare il suo posto nel mondo? Nel frattempo Pietro compone canzoni di successo che nessuno ha mai sentito, e il cui ascolto faceva piangere sua madre di commozione prima e di disperazione dopo, e ci prova con Lana che però lo respinge perché come lui anche lei ama le donne. Forse un viaggio può risolvere i suoi patimenti interiori, fuggire o partire per scoprire se stessi…

Proprio il viaggio di questi due compagni improbabili, l’uomo e la bambina, perché Lana è sedicenne, lo costringeranno ad assumersi delle responsabilità. Non da padre, ma da fratellone, quantomeno.

Fra canzoni stralunate, citazioni letterarie, musicali e cinematografiche, Pecci tratteggia il ritratto impietoso di una generazione borghese, insoddisfatta ma incapace perfino di rollarsi una canna, figuriamoci di fare la rivoluzione.

Eppure un gesto folle lo fa anche Pietro Pan, se follia è realizzare il desiderio di qualcun altro, se follia è riuscire a guardare per sempre alla vita con gli occhi da bambino.

Anita

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